Il termine “color carne” nel mirino sui social «Definizione razzista»

Color carne non è solo un colore”, “cambiamo colore al color carne”. Sono alcune delle scritte, accompagnate da immagini, che campeggiano sulle card social, cartoline da postare sui social, della campagna promossa da Cristina Maurelli, professoressa all’università di Lunetta indirizzo educatori professionali, e da Giuditta Rossi. «Di che colore è il color carne? È una domanda semplice, apparentemente innocua, a cui tutti sanno rispondere – spiega la professoressa – è un beige, un rosa, simile al colore della carne umana. Lo dicono persino i principali vocabolari. Ma il colore della carne umana è davvero solo rosa?».

È per combattere questa inesattezza che è partita la campagna a livello nazionale “Color carne non è solo un colore” con l’obiettivo di affrontare la questione del rispetto delle differenze e del colore della pelle. Lo scopo è ragionare su come un termine di uso comune contenga delle discriminazioni. Rossi è una donna di colore e un giorno, quasi per caso, Maurelli e la collega realizzano l’assurdità del termine “color carne”. Da qui parte il progetto. «Vogliamo far cambiare la definizione nei dizionari italiani – spiega Maurelli – nei dizionari inglesi la definizione che troviamo in Italia è superata. Vogliamo sensibilizzare le persone a usare termini più inclusivi. A pensare in modo più inclusivo. E a promuovere prodotti più inclusivi, dalle scarpette da ballerina, pensate per una gamba color rosa, ai fondotinta che dovrebbero avere diverse tonalità. Anche il colore dei cerotti andrebbe rivisto. Se una persona di colore indossa un normale cerotto, si nota tantissimo».


Per partecipare alla campagna basta andare sul sito colorcarne.it o sui canali social di Color Carne Project come Facebook e Instagram e scegliere una delle card da condividere, già pronte, con messaggio, immagini e grafica. Le immagini si possono anche rielaborare.

«Il nostro progetto diventa l’occasione per immaginare un modo diverso di pensare, parlare, agire e anche di fare business – aggiunge Maurelli – Color Carne vuole essere la dimostrazione di come concetti che sembrano inoffensivi, possano nascondere pregiudizi e discriminazioni. Ma basta poco per svelarli e cambiare punto di vista». —

Barbara Rodella

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