Parco Te: 16 mosse per il polmone verde che cambierà Mantova

La giunta approva il progetto esecutivo: il 28 marzo via al cantiere. Ecco tutte le fasi dei lavori che dureranno un anno e mezzo

MANTOVA. Si parte il 28 marzo con l’allestimento del cantiere per poi proseguire con l’indagine bellica, quindi con le eventuali demolizioni, il livellamento del terreno, gli scavi, gli impianti di illuminazione e irrigazione, i lavori edili e di giardinaggio, e così via con l’allestimento delle aree giochi, la posa delle pavimentazioni, per finire con il tappeto d’erba: in tutto sedici step che nel giro di un anno e mezzo vedranno nascere il Parco Te.

La giunta Palazzi ha approvato il 25 marzo il progetto esecutivo del nuovo polmone verde cittadino, che oltre ad alberi e prati prevede aree per numerose attività per ogni fascia d’età, per un costo totale di 5,5 milioni di euro di cui 5,2 finanziati dal ministero della Cultura.«Renderà la nostra città ancora più bella, più vissuta e più verde – ha dichiarato il sindaco Mattia Palazzi – e tutto con risorse ottenute da Roma perché le buone idee vincono» .

Il progetto prevede sedici fasi. Si parte lunedì con il cosiddetto accantieramento che dura 10 giorni: l’area dei lavori sarà delimitata da pannelli sui quali saranno posizionati tre teloni che racconteranno il parco che sarà. Si passa quindi all’indagine per individuare la presenza, nel sottosuolo, di ordigni bellici inesplosi (fase 2, durata di 20 giorni).

Nei successivi 50 giorni (fase 3) toccherà alle opere preliminari di demolizione: dal diserbo alla rimozione di cordoli, manufatti e pubblica illuminazione all’abbattimento degli alberi. Quindi toccherà alla fase 4 (20 giorni) che consisterà nel riportare l’area alle quote di progetto mediante riporto, stesa e modellamento del terreno.

Sarà quindi la volta degli scavi per i percorsi pedonali e del riposizionamento delle opere d’arte precedentemente rimosse, che dureranno altri 40 giorni. Serviranno invece 78 giorni per la successiva (fase 6) posa di condutture e per la predisposizione dei diversi impianti di irrigazione, illuminazione così come di fogne e scarichi.

Eccoci al settimo step che prevede 83 giorni di lavori edili con posa di cordoli e armature, getto in calcestruzzo su cui saranno poi realizzati percorsi pedonali in misto granulare e pavimentazioni in calcestruzzo architettonico.La fase immediatamente successiva alla realizzazione delle pavimentazioni architettoniche è quella della messa a dimora di alberi, arbusti e graminacee ornamentali della durata di 25 giorni.

Durerà invece due settimane la posa dei punti luce che precede quella di recinzioni, cancellate, attrezzature ludiche, giochi e arredi quali panchine, fioriere, fontanelle e porta-rifiuti che sarà completata in 44 giorni. I lavori procederanno quindi prima con le pavimentazioni antitrauma per i giochi e sintetiche per gli impianti sportivi (fase 11: durata prevista di 15 giorni) e poi con le pavimentazioni per i sentieri (altri 15 giorni) che saranno realizzate in calcestre, materiale granulare derivante da roccia calcarea.

Arriviamo così a marzo 2023 quando è previsto l’allargamento dell’area di cantiere che nel giro di 10 giorni consentirà di includere le due strade lasciate sino a quel momento all’esterno: quella tra i due filari di bagolari che porta all’esedra di Palazzo Te e quella di servizio sul lato ovest dello stadio.

Quindi servirà poco più di un mese per la demolizione della fondazione stradale e degli asfalti e la realizzazione del tappeto finale e della nuova pavimentazione sempre in calcestre. Il penultimo step sarà dedicato all’impianto irriguo per erba, alberi e aiuole fiorite (13 giorni) mentre l’ultima fase prima dello smobilizzo del cantiere è quella della realizzazione dei tappeti erbosi che durerà 28 giorni. A quel punto il cantiere sarà smontato e in un paio di settimane il nuovo parco sarà consegnato alla città.

Il progetto di realizzazione del nuovo Parco Te è stato aggiudicato al raggruppamento temporaneo di imprese composto da Tea Reteluce, Reggiani Srl, Bottoli costruzioni con società mandataria Mantova Ambiente. «Quasi ottantamila metri quadrati di spazi verdi significano benessere, sostenibilità, contatto con la natura – ha spiegato Lorenzo Bagnacani, ad di Mantova Ambiente – Sappiamo tutti che gli alberi contribuiscono ad abbassare le emissioni di anidride carbonica, creare nuovi spazi verdi è creare valore per noi e per le generazioni future. Con uno spazio urbano che si trasforma in polmone verde della città si integrano diverse dimensioni dello sviluppo e si raggiungono importanti Obiettivi di Agenda 2030».

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