Il 118 da trent’anni ci dà più sicurezza: e le sirene a Mantova questa volta suonano a festa

La ricorrenza celebrata in piazza Sordello con un raduno di soccorritori e con le premiazioni dei lavori delle scuole

MANTOVA. Il grido delle sirene, che negli ultimi due anni ha evocato in particolare la paura della pandemia, ieri mattina in piazza Sordello ha risuonato a festa: le venti ambulanze radunate hanno fatto sentire all'unisono la loro voce per festeggiare il trentennale del 118.

Il raduno dei soccorritori di Croce Rossa (di Mantova, Castiglione delle Stiviere, Suzzara), della Croce Verde di Mantova e Quistello, di Porto Emergenza e di Soccorso Azzurro fissa i dati dell'importanza dei sevizi territoriali di soccorso extraospedaliero: «Oltre 40mila interventi annui, dei quali 33mila a carico delle ambulanze dei soccorritori di base, gli altri con auto medica o elicottero» spiega Pier Paolo Parogni, dirigente medico del 118, responsabile provinciale Areu, l'agenzia sanitaria istituita dalla regione Lombardia che si occupa del servizio sanitario di emergenza e urgenza all'interno del territorio regionale.

«Senza di voi il 118 non potrebbe esistere, la divisa arancione è il vero simbolo del soccorso» l'apprezzamento di Parogni alle rappresentanze degli equipaggi di volontari e operatori del soccorso che hanno partecipato alla cerimonia, apprezzamento che è stato tributato anche dalle massime autorità cittadine intervenute.

Un modello di aiuto che dà sicurezza ai cittadini e al quale tutti guardano con riconoscenza e affetto: in queste parole il comune sentire di Prefetto, Questore, Asst e Comune di Mantova, le istituzioni che operano in raccordo con il 118 e che ieri hanno partecipato alla cerimonia.

La festa dei 30 anni di vita celebra un servizio che pare esista da sempre. Invece, nel solco della Croce Rossa fondata da Henry Dunant, ha preso la forma odierna il 27 marzo 1992, con un decreto dell'allora presidente della Repubblica Cossiga, dopo la strage della stazione di Bologna e dopo i Mondiali del '90 con l'intento di assicurare di lì a venire un sistema organizzato di gestione dell'emergenza, quello che oggi tutti conoscono, basato in Lombardia sulla rilevante partecipazione del volontariato.

Lo hanno interpretato con disegni, racconti, video, anche gli scolari e studenti delle scuole mantovane, 54 classi che hanno aderito alla call “Come immagini il 118?” lanciata dagli organizzatori della giornata, durante la quale sono anche state annunciate le classi vincitrici: prime classificate le 11 classi dell'istituto comprensivo di Volta Mantovana, secondo posto alla scuola Tazzoli del circolo Mantova 1, terzo classificato il Centro per le famiglie di Mantova. E poi menzioni speciali alla primaria di Ponti sul Mincio che ha montato un videoclip, alla 2B e 1b della secondaria di primo grado di volta Mantovana con un lavoro grafico dedicato agli “Angeli” del 118 e con un componimento in rima “Immagino e vedo”.

Il compito di salvare vite, con la massima tempestività, professionalità e generosità, la pressione di due anni di pandemia: la riconoscenza e ringraziamenti delle autorità sono culminati nella benedizione degli equipaggi e delle ambulanze da parte del Vescovo, rappresentato da monsignor Pezzoli e con la lettura della “Poesia dell'invisibile” letta da Angela, infermiera del 118 e scritta da un soccorritore. Narra delle emozioni che ciascuno di loro vive nell'approccio con il malato, nell'essere testimone di sofferenze, nell'avere per compagni freddo, caldo, pioggia e si conclude ricordando che “È nelle mani del soccorritore che la paura trae sollievo”.

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