Assunzioni in Provincia: 44 nel 2021, il numero più alto a Mantova dallo shock della riforma Delrio

Dal 2016 il numero dei dipendenti è salito di appena cinque unità ma l’anno scorso i nuovi assunti sono stati più del doppio delle cessazioni

MANTOVA. In sei anni il numero dei dipendenti di ruolo della Provincia è aumentato di cinque unità, con un salto di 27 tra il 2020 e il 2021. L’anno scorso i dipendenti erano 243 (a cui va aggiunto un impiegato assunto a tempo determinato) contro i 217 dell’anno prima (con due tempi determinati) e i 238 del 2016 (senza alcun precario), quando ha cominciato ad andare a regime la riforma Delrio che ha stravolto le funzioni e la struttura di quell’ente intermedio.

Sono alcuni dei dati contenuti nel referto di gestione 2021, il rapporto che la Provincia è tenuta a stilare ogni anno per documentare l’efficienza e l’efficacia della sua azione amministrativa per poi trasmetterlo alla Corte dei conti. L’anno scorso i dirigenti erano soltanto tre e rappresentavano l’1 per cento del totale del personale; qui le donne sopravanzavano 2-1 gli uomini: in totale, tra i 243 dipendenti di ruolo le donne erano 126 mentre gli uomini 117. Nel 2021 Palazzo di Bagno ha assunto 43 persone a tempo indeterminato e soltanto una a tempo determinato.

Quello è stato l’anno in cui, dal 2015, si sono assunti più dipendenti: dal 2015 al 2017, in pieno shock dovuto alla riforma, non è stato stipulato alcun contratto; dal 2018 si è cominciato ad assumere 9 persone, per passare poi a 14 l’anno successivo e a 23 nel 2020. Nel contempo, si è passati dalle 84 cessazioni del 2015 e dalle 70 del 2016, alle 18 del 2020 e alle 20 dell’anno scorso (tra cui 17 pensionamenti).

La spesa per il personale, dal 2015, è diminuita da 12 milioni 185mila euro, a 7 milioni 518mila dell’anno scorso. La diminuzione è stata costante fino al 2020, quando ha ripreso a crescere. Altro dato contenuto nel report è il numero dei procedimenti disciplinari assunti nei confronti dei dipendenti dal 2015. In sei anni i quelli aperti sono stati dieci, di cui uno solo l’anno scorso (due nel 2020).

Interessanti i dati sullo smart working, usufruito nel 2021 da 175 dipendenti, pari al 72 per cento del totale (l’87 per cento erano donne). Con il lavoro da casa la Provincia ha risparmiato sui buoni pasto (da 104mila spesi nel 2019 a 91mila euro), sull’energia elettrica (da 250mila a 220mila euro), sulle missioni (da quasi 12mila a 1.261 euro) e sugli straordinari (da 75mila a 61mila euro). 

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