Collare a impulsi sonori applicato al cane, proprietario a processo

Un meccanico di Viadana è finito davanti al giudice per maltrattamento di animali

VIADANA. Un meccanico di Viadana è finito a processo per maltrattamento di animali. Il suo cane nello specifico.

Il tutto è partito dalla segnalazione di un cane che vagava per la strada, in zona Salina, inoltrata alla polizia locale. Gli agenti sono subito accorsi sul posto ed hanno trovato un bracco da caccia lungo la strada.

Era senz’altro sfuggito al proprietario e si trovava a circa due chilometri dall’officina dove si trova anche il recinto.

La denuncia per maltrattamenti è stata presentata perché il cane aveva una ferita al muso - che poteva essersi procurato da solo o che poteva essere stata inferta da qualcuno - e perché indossava un collare a impulsi sonori, non propriamente vietato ma comunque una costrizione.

Ieri in aula (giudice Giovanna Camillo, pm Lidia Anghinoni, difesa Luca Monticelli) sono stati sentiti l’agente di polizia locale che ha soccorso il cane e chiamato l’Ats Valpadana; poi il veterinario del distretto intervenuto a valutare il cane e poi la veterinaria di fiducia del proprietario. Tutti hanno dichiarato che il cane era in buone condizioni di salute e che, da come conoscevano il proprietario, E.B., il bracco veniva trattato bene.

Comunque c’è stata la fuga del cane dal recinto, c’era quella ferita sul muso e il collare da spiegare.

L’udienza è stata rinviata al prossimo anno, 20 aprile, per sentire altri testi.

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