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La Bassa Mantovana dal terremoto 2012 è cambiata per sempre: adesso serve una scossa, ma non tellurica

Il sisma è parte di una sequenza deleteria. C’era la crisi economica, poi hanno fatto seguito una pandemia e ora la guerra

MANTOVA. Mentre la cronaca fa un passo al giorno, la storia è più lenta, si attiene convenzionalmente ai decenni, ai secoli, vuol vedere tutto e in modo grandangolare. Compiendo i dieci anni, la storia del terremoto emiliano e mantovano comincia a esibire non soltanto la memoria dello sconquasso e dello spavento, ma anche il suo prima e il suo dopo. Perché se fra il 20 maggio e il 9 giugno 2012 vennero giù i campanili, si fendettero i municipi, rovinarono i portici, stramazzarono i magazzini del formaggio, si guastarono le fabbriche e molte vite finirono, ora ci si accorge di quanto la Bassa nostra è mutata.

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