Dalla Baviera a Mantova in velomobile a pedali: il viaggio di cinque ciclisti spaziali

Tedeschi, svizzeri e austriaci, non tutti giovani ma fisicamente in forma, hanno pedalato dalla Germania sui loro velomobili, bici reclinate a tre ruote con una carenatura aerodinamica

MANTOVA. Sono arrivati in cinque da Rosenheim, in Baviera, per «un viaggio tra i paesaggi più belli d’Italia» come hanno raccontati loro stessi. Tedeschi, svizzeri e austriaci, non tutti giovani ma fisicamente in forma, hanno pedalato sui loro velomobili, bici reclinate a tre ruote con una carenatura aerodinamica. Quasi delle bici spaziali. Nessuna pedalata assistita, però: «La trazione è pura forza muscolare» informa una nota scritta, consegnata dai cinque al fotografo che li ha sorpresi in piazza Erbe accanto ai loro mezzi in fibra di carbonio.

I cinque sono parte di una comitiva di tredici ciclisti che usano i loro velomobili (al maschile) nella vita di tutti i giorni, anche per andare al lavoro. Il viaggio in Italia era programmato per il 2020, ma la pandemia si è messa di traverso, costringendo il gruppo a rinviarlo per due volte. Lungo quasi tremila chilometri, il giro d’Italia in velomobile durerà tre settimane e raggiungerà i 35mila metri di altitudine. «Siamo felicissimi di incontrare il paese e la sua gente» assicurano i cinque, che ogni notte dormono in un campeggio diverso. Viaggio a passo lento? Abbastanza da godersi il paesaggio, ma con punte di 45 chilometri orari sulle strade piane. Non è che questi velomobili, così belli da vedere, sono poi scomodi da guidare? «È come stare su una sedia a sdraio».

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