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Borgocarbonara, accusò il marito di violenza sessuale: ora ritratta tutto

La donna ha raccontato di aver perso la testa per la gelosia. Il processo continua, ma l’uomo intanto esce dai domiciliari

Rossella Canadè
1 minuto di lettura

BORGOCARBONARA. Lo ha accusato di averla maltrattata, costretta a rapporti sessuali «vietati dalle leggi del Marocco», insultata, picchiata e tenuta segregata in casa, «a fargli da serva». Dopo la sua denuncia disperata, nel settembre dell’anno scorso, il marito, S. K. era stato arrestato con la procedura d’urgenza del codice rosso, tenuto in carcere per due settimane e poi ai domiciliari. Reati gravissimi, che la moglie ieri avrebbe dovuto raccontare davanti al collegio dei giudici presieduto da Enzo Rosina. Ma sono bastati pochi minuti per capire che il suo sarebbe stato tutt’altro che un “j’accuse”. Prima piccole correzioni alle versioni rese per tre volte ai carabinieri, poi aggiustamenti più consistenti, infine, davanti allo sconcerto della giuria, il cambio di rotta. «Ho esagerato. Ero disperata perché ero gelosa. Ero convinta che lui avesse un’altra donna in Marocco». Un racconto frammentato, scandito dalle lacrime, in cui era difficile distinguere tra il pentimento di una donna che ha mentito per vendicarsi, trasformando i dissapori e le liti di una coppia in costrizioni e violenze, e la paura di ritorsioni del marito.

I giudici al momento sono sembrati propendere più per la prima ipotesi, visto che, in attesa della prossima udienza del processo, fissata al 17 novembre, hanno revocato all’uomo la misura degli arresti domiciliari.

L’arresto era scattato dopo una telefonata ai carabinieri di una vicina di casa, a cui la donna aveva chiesto aiuto sostenendo di aver subito una violenza. E non sarebbe stata neanche la prima volta. «Mi costringe a fare l’amore anche se non voglio, mi tratta male, mi insulta, mi dice che sono brutta, che non so cucinare né badare alle nostre figlie» si legge nella denuncia resa ai carabinieri di Poggio Rusco, che ieri la donna ha sconfessato, «sono state fatte delle correzioni a matita», ha detto ieri, spiegando, candidamente, davanti allo sbalordimento di Rosina, che «in Marocco si può anche cambiare idea dopo una denuncia».

Un «cambio d’idea» le è stato chiarito, che in Italia potrebbe costarle una pesantissima accusa di calunnia. Se il marito ha negato qualsiasi forma di violenza, ha ammesso le liti, motivate soprattutto dalla scarsa disponibilità della moglie a una vita sessuale «regolare»,ad una gelosia ossessiva e «all’incapacità di occuparsi della casa».

E ha mostrato le foto della donna in gita con le amiche: «Non l’ho mai segregata».

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