Gli abitanti del quartiere contro la compagnia di ragazzi chiassosa: scatta la raccolta firme

Nel mirino un gruppo di adolescenti che si ritrova in un campetto da basket di Castiona. I residenti: «Fanno chiasso fino a tardi e non rispettano la proprietà privata». La polizia locale farà controlli in tarda serata, ma l’obiettivo è trovare una mediazione tra le due parti

MANTOVA. «Ragazzi troppo chiassosi e maleducati. Dovete intervenire». Con un clima estivo anticipato, tornano i problemi di convivenza tra compagnie di adolescenti e abitanti della zone limitrofe ai loro luoghi di ritrovo.

A Castiona, piccolo quartiere ai confini con il territorio di San Giorgio, gli abitanti delle villette che si affacciano sul campo di basket allestito un paio di anni fa dal Comune al posto di un inutilizzato parcheggio di cemento, hanno inviato una petizione all’amministrazione per lamentarsi delle compagnie di ragazze e ragazzi che si riuniscono fino a tarda ora attorno a questo campetto.

Che, per la verità, era stato richiesto, assieme a un angolo con giostrine per i bimbi, dagli stessi residenti per eliminare un inutile parcheggio e per dare al quartiere un punto di aggregazione e di relax. L’area è divenuta nel tempo un punto di riferimento anche per un nutrito gruppo di ragazze e ragazzi, che si ritrova soprattutto nel tardo pomeriggio e, durante la bella stagione e nei weekend, anche dopo cena.

«Incuranti delle nostre lamentele – argomentano gli abitanti delle case circostanti – questi ragazzi si intrattengono con schiamazzi e musica ad alto volume ben oltre le 11 di notte. Giocano sul campetto e spesso scavalcano le recinzioni delle case private per recuperare il pallone. A volte scavalcano persino le ringhiere dei balconi. I richiami a un maggior rispetto non servono a nulla».

Non è la prima volta che i residenti si lamentano per la complicata convivenza con queste compagnie di adolescenti, che talvolta arrivano a radunare oltre venti giovani. Conflitti di natura generazionale che possono certo trovare una soluzione mediata. La questione era stata al centro di un animato (e a tratti esasperato) confronto con l’amministrazione nel corso di un incontro pubblico svoltosi lo scorso ottobre.

In quell’occasione l’amministrazione comunale aveva prospettato una serie di misure per garantire da un lato la tranquillità di chi abita nella zona e dall’altra per consentire ai giovani di potersi incontrare liberamente in quell’area attrezzata e pubblica: telecamere (che sono state effettivamente installate lo scorso gennaio), innalzamento della rete di protezione tra campo e abitazioni, orari di chiusura più restrittivi ed, eventualmente, dotazione di pannelli e pavimentazione fonoassorbente. La petizione sollecita il Comune a procedere con l’applicazione di quelle misure.

«Buona parte degli interventi promessi nell’ottobre scorso non è stata fatta – sostengono i firmatari – chiediamo un incontro urgente con il sindaco Palazzi per provvedere quantomeno all’innalzamento della rete protettiva per le case. In caso contrario adiremo alle vie legali». I residenti sostengono anche che spesso l’area occupata dalle compagnie sono cosparse di rifiuti (bottiglie).

Intanto la polizia locale ha contattato un rappresentante degli abitanti in formando che una pattuglia passerà ogni sera, per controllare che non via siano assembramenti rumorosi dopo le 23. Sono stati anche evidenziati con un cartello gli orari di utilizzo del campo, la cui recinzione è chiusa da due cancelli (uno, però, ha la maniglia rotta). Ovviamente l’obiettivo è di smorzare la tensione tra residenti e ragazzi per evitare che si inneschi un meccanismo di rivalse e dispetti che rischierebbe di degenerare in episodi spiacevoli.

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