Dieci dopo il terremoto inaugurato il nuovo stadio di San Benedetto Po: «Qui i giovani cresceranno»

Il vescovo elogia lo sport: «Si vince ma non uccide, al contrario della guerra». L’impianto potrà ospitare gare fino alla serie D con posti per 500 spettatori

SAN BENEDETTO PO. Il colore giallo delle magliette dei giovanissimi calciatori che affollavano le tribune, i ripetuti e calorosi applausi del pubblico, i ringraziamenti da parte di tutte le autorità presenti hanno fatto da filo conduttore alla cerimonia di inaugurazione del centro sportivo Polirone, il 28 maggio. A far gli onori di casa il sindaco, Roberto Lasagna, che ha evidenziato subito la singolarità del momento.

«A dieci anni esatti dal sisma 2012 – ha esordito il primo cittadino – consegniamo alla nostra comunità una struttura bella, rinnovata e attrezzata e poniamo una solida base per la formazione dei ragazzi attraverso lo sport, una disciplina che contribuisce a far crescere il rispetto delle regole, l’impegno e il sacrificio, la lealtà e l’altruismo».

San Benedetto Po abbraccia il suo nuovo stadio da 500 posti

Per questo, secondo Lasagna, l’inaugurazione è stata innanzitutto una festa con i ragazzi e per i ragazzi. Per loro è stato realizzato il centro sportivo, che intende essere un luogo di aggregazione che, al di là della pratica del calcio, offrirà momenti e spazi per il gioco, l’incontro, la festa. Lo ha ripetuto anche Pietro Gatti, sindaco dei ragazzi e calciatore.

Lasagna ha voluto sottolineare che la riqualificazione del vecchio campo sportivo è stata una sfida per l’amministrazione e che il successo è nato dal senso di appartenenza e dalla volontà, ma soprattutto «dall’averci messo, oltre alla testa, anche il cuore». Ha poi ringraziato tutti: lo Stato e la Regione, che hanno concesso finanziamenti; i sindaci dell’Oltrepò, con i quali in questi dieci anni è cresciuta la stima e la collaborazione; la società Fcd Polirone 2019; i presidenti e allenatori che nei decenni scorsi hanno sostenuto la Sambenedettina, tra cui Eros Bertazzoni, calciatore ed ex sindaco.

Anche il vescovo Marco Busca, che ha benedetto l’impianto, ha affermato l’importanza formativa del gioco e dello sport per i ragazzi e per la società, dichiarando che «nello sport si vince senza uccidere, mentre nella guerra si uccide senza vincere». Per questo ha rivolto un appello sia ai tecnici, invitandoli a formar ragazzi prima che calciatori, sia ai ragazzi stessi, «sollecitandoli a crescere insieme, coltivando la vittoria vera, che oggi è quella della squadra ma domani sarà quella della famiglia e della società».

L’assessore regionale alle Infrastrutture, Claudia Maria Terzi, ha esortato i ragazzi alla cura per il nuovo impianto, realizzato con un lavoro di squadra fra vari enti e con il contributo dei cittadini. Parole di elogio sono state espresse anche dall’onorevole Annalisa Baroni e da Paola Rasori, come dirigente dello sport mantovano.

Da ultimo il presidente della Fcd Polirone, Cristian Corradini, ha dato alcuni numeri sull’attività e le prospettive della società che, nata nel 2019, ha dovuto affrontare subito i due difficili anni della pandemia. Ora conta 123 atleti dai 5 ai 14 anni, suddivisi in cinque categorie, che hanno già disputato 130 partite di campionato e sono attualmente iscritti a quindici tornei.

L’organizzazione conta su 18 collaboratori tecnici, più altri collaboratori per ogni squadra, alcuni dei quali genitori. L’impianto può ospitare gare fino alla serie D, con la nuova tribuna che può contenere circa 500 persone, mentre gli edifici rispondono alle più recenti norme di efficientamento energetico.

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