Fondi per il rilancio, il Pd attacca Fontana

Il presidente a Poggio ha parlato di aiuti regionali come alternativa a quelli ministeriali. Carra: «Appena un contentino»

 

BASSO MANTOVANO. La temperatura dello scontro politico s’impenna sul riconoscimento dello status di area interna per l’Oltrepò mantovano. Un riconoscimento che vuol dire soldi per il rilancio dell’area. Giovedì il presidente della Regione, Attilio Fontana, in visita per il decennale del terremoto, ha detto: «Se non arriverà il riconoscimento nazionale, ci sarà quello regionale».

A ribattergli è, ora, Marco Carra responsabile nazionale Pd Aree interne: «Sarebbe un contentino. Non è assolutamente la stessa cosa, in ballo c’è la possibilità di accedere a risorse molto consistenti». Facciamo un passo indietro. L’Oltrepò mantovano è in attesa del riconoscimento di area interna nazionale, una condizione che consente a territori svantaggiati di ottenere risorse e essere oggetto di politiche attive per lo sviluppo. A novembre il ministro Mara Carfagna aveva inviato una lettera a tutti i presidenti di Regione, chiedendo loro di proporre le candidature per le nuove aree interne. Il governo intende riconoscere 43 nuove aree, mentre 72 sono quelle già esistenti inserite nella Strategia nazionale aree interne (Snai). Se facessimo una media si parla di poco più di due aree in più per regione. Va, però, considerato che le regioni più grandi come la nostra potrebbero facilmente ambire ad andare oltre la media. La Lombardia dovrebbe poter riuscire a proporre cinque aree per il riconoscimento. Torniamo alla polemica.

Ad accendere la miccia sono state le parole di Fontana, pronunciate a Poggio Rusco. Il governatore, rispondendo alle sollecitazioni dei sindaci che hanno espresso l’esigenza di una strategia di rilancio per il territorio, ha detto: «La Regione è vicina a questo territorio che ha bisogno di opportunità. Siamo in attesa che il governo si pronunci sul riconoscimento di area interna. Ma se questo non dovesse arrivare, lo inseriremo nelle Aree interne regionali».

Quest’affermazione ha suscitato la reazione di Carra: «Le parole di Fontana sono state un’autentica delusione, e fanno anche un po’ rabbia, ma non sorprendono. Sono in linea con l’atteggiamento che la Regione ha avuto in tutti questi anni verso il nostro territorio e cioè di abbandono. Il presidente ci ha detto che se non ci sarà il riconoscimento nazionale, ci sarà quello regionale, ma questa è un’assurdità. Essere inclusi nella Strategia nazionale delle aree interne significa vedersi riconoscere subito, come nuova area, un contributo di quattro milioni. Poi, oltre ai tanti altri fondi dedicati, si può partecipare ai bandi del Piano nazionale di ripresa e resilienza che stanziano complessivamente per le aree interne 500 milioni. Io non so esattamente casa significhi “area interna riconosciuta a livello regionale”, ma temo si tratti di un contentino. E questo non va bene. Fontana avrebbe dovuto dire che si batterà come un leone per far sì che il governo inserisca questo territorio nella Strategia nazionale aree interne. Io auspico che ci sia una reazione da parte dei sindaci. Ora, registrato questo atteggiamento da Milano, cercheremo di farci carico noi dell’istanza di questo territorio. Sul piano nazionale daremo battaglia come Pd perché l’Oltrepò e il Destra Secchia, non tutelati dalla Regione, ottengano questo riconoscimento».

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