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Lotta al tappeto verde sui laghi di Mantova: il Parco anticipa i lavori di ripulitura

Il Comune ha stanziato 15mila euro per contenere i “trigoi” infestanti. Il presidente Pellizzer: faremo i lavori entro il mese per evitare la proliferazione

Sandro Mortari
2 minuti di lettura

MANTOVA. Basta con i tappeti verdi che, d’estate, con il tanto caldo e la tanta luce, coprono i laghi di Mantova, soprattutto quello di Mezzo, e danneggiano oltre che l’ecosistema anche le attività sportive.

Il Parco del Mincio quest’anno ha deciso di anticipare gli interventi di pulizia delle acque dall’infestante castagna di lago, in dialetto nostrano il trigol, che quando si “allarga” troppo “soffoca” con la sua presenza le acque. Il Comune ha stanziato, nei giorni scorsi, 15mila euro per il Parco del Mincio che li utilizzerà per contenere la proliferazione della pianta acquatica.

Il 6 giugno il consiglio direttivo del Parco ha approvato la variazione di bilancio per acquisire il finanziamento. «Dopodiché – annuncia il presidente Maurizio Pellizzer – saremo in grado di affidare i lavori in modo che comincino subito. Dobbiamo realizzarli entro questo mese se vogliamo evitare che il caldo favorisca la crescita sui laghi di quel tappeto verde che tanti problemi crea».

Negli anni scorsi quelle praterie avevano invaso soprattutto il lago di Mezzo e si erano sommate alla crescita prodigiosa del fior di loto sul lago Superiore e nelle valli del Mincio, provocando le proteste dei canoisti e dei barcaioli. L’eccessiva proliferazione della Trapa Natans, come viene definita in gergo scientifico la castagna d’acqua, è causa di fenomeni di anossia del sistema acquatico. Per evitare che le piante assorbano tutto l’ossigeno sottraendolo alle altri specie vegetali e ai pesci, occorre estirpare i trigoi con una vera e propria attività di contenimento.

Già da alcuni anni il Comune finanzia con 15mila euro questo intervento di pulizia delle acque di cui si occupa il Parco. Il quale è anche impegnato nella eradicazione di altre due specie infestanti di piante acquatiche: il fior di loto (Nelumbo Nucifera) e alcuni tipi di ninfee. I teatri dell’intervento sono soprattutto il lago Superiore, le Riserve naturali Valli del Mincio e la Vallazza. In questo caso i finanziamenti necessari arrivano direttamente dalla Regione che, però, si è dimenticata dei trigoi, altrettanto pericolosi per l’ecosistema acquatico.

Intanto, Il Parco ha affidato all’unica ditta che ha presentato un’offerta (un’associazione temporanea di studi professionali), l’incarico di redigere i progetti per gli interventi previsti nel bando laghi e finanziati dalla Regione. Si tratta di lavori per un milione 889mila euro che consentiranno interventi per il risanamento dei laghi di Mantova e di altri corsi d’acqua e il consolidamento delle sponde.

In particolare, si punta alla diversificazione idraulica del tratto terminale del Mincio vicino alle valli per ridurre gli effetti negativi della sedimentazione, e al miglioramento qualitativo delle acque dei canali Goldone e Osone grazie ad ecosistemi filtro che riducono gli inquinanti che trasportano verso il Mincio e, quindi, nei laghi di Mantova. Previsti anche progetti di consolidamento delle sponde del lago di Mezzo e dell’isola delle Oche e di quelle vicino alla Canottieri.

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