Confindustria Mantova promuove il welfare aziendale: «Dà competitività»

Il direttore Migliarotti: «Scelta ineludibile per le imprese». I casi di Unical e Abaco. Giva group: investiti 700mila euro

MANTOVA. Il welfare aziendale fa pensare al rimborso delle spese di istruzione o sanitarie, ma può essere erogato ai dipendenti in molti modi, come viaggi o buoni spesa. I benefici sono stati messi in evidenza il 29 giugno nel seminario organizzato da Confindustria Mantova.

Confindustria Mantova punta sul welfare aziendale: «Dà competitività»

«Le analisi sul mercato del lavoro ci dicono che siamo già in una fase di scarsità di profili rispetto alle offerte e le previsioni per i prossimi anni sono decisamente peggiorative – ha spiegato il direttore generale di Confindustria Mantova, Maurizio Migliarotti – le motivazioni sono molteplici e sommate all'andamento demografico del nostro Paese e all'eventualità di una possibile frenata dell'economia nel prossimo inverno, renderanno il welfare una leva di competitività ineludibile per le imprese di ogni dimensione che vorranno essere in grado di attrarre le persone e fidelizzare i propri dipendenti. Ma è anche uno strumento di evoluzione della gestione aziendale, una vera e propria sfida culturale».

Oltre sessanta le aziende in platea. «La partecipazione al nostro seminario sul tema, testimonia e conferma la consistenza del nostro progetto di creazione di un’area "lavoro" che darà sempre più servizi di qualità e supporto a tutti i nostri associati, dalla selezione del personale al cedolino paga alla consulenza sul lavoro, le relazioni industriali e le politiche di welfare e di gestione».

A presentare una piattaforma per gestire il welfare è stato Michele Stella di Staff, agenzia per il lavoro. Tre aziende mantovane hanno invece condiviso le loro esperienze: Unical AG, Abaco e Giva group. «In tre anni il gruppo ha investito oltre 700mila euro in welfare aziendale che si sommano ad altri benefit come la mensa gratuita» hanno riferito Cinzia Giuliangeli e Sara Rizzardini di Giva.

Monia Caraffini, responsabile del personale di Abaco, ha vinto la diffidenza iniziale dei più giovani grazie all’offerta di rimborsi per attività di intrattenimento come viaggi, vacanze e sport. Per Sabrina Cristini, responsabile di Unical, il welfare non va inteso come un sostituto della politica retributiva dell’azienda.

«Per parlare di welfare ci vuole un terreno fertile – ha commentato Daniele Ponselè, responsabile area lavoro, relazioni industriali e welfare – le aziende del territorio lo sono perché molte hanno una tradizione imprenditoriale familiare e attenzione per i loro dipendenti. Ora questi temi vanno attualizzati, resi fruibili e adattati al contesto. Compito delle parti sociali è agevolare e spiegare questi percorsi ai loro rispettivi interlocutori».

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