Visita di Calenda al ponte incompleto: «Necessario il commissario»

Il leader di Azione fa tappa a San Benedetto e chiama il capo di gabinetto del ministero per sollecitare l’intervento governativo

SAN BENEDETTO PO. «L’unica soluzione per il ponte è bypassare tutti i problemi burocratici con la nomina di un commissario»: lo ha affermato CarloCalenda il 29 giugno dopo aver visto di persona la situazione dell’opera. La tappa di San Benedetto Po è iniziata in piazza Folengo dove ad attendere Calenda c’erano il sindaco Roberto Lasagna, il presidente del Consorzio dell’Oltrepò Alberto Borsari, Luca Malavasi ex sindaco di Quistello e attivista di “Azione”, Lorenzo Capelli di Confartigianato e Dino Barbi di Confcommercio.

Lasagna ha informato l’onorevole dello stallo in cui si trova il cantiere, anticipando che per giovedì 7 luglio è in programma un consiglio comunale aperto, a cui sono invitati in presenza o in videoconferenza tutti i parlamentari mantovani, i consiglieri regionali, il presidente della Provincia, per sollecitare ancora una volta la necessità dell’impegno di tutti per avere il ponte finito e transitabile.

Dopo queste prime informazioni il gruppo si è spostato ai piedi del manufatto, dove Calenda ha espresso le sue osservazioni sul progetto iniziale, che ha giudicato sbagliato in partenza; sul lavoro ancora da fare sia per completare la parte in golena sia per spostare il ponte nella sua posizione definitiva; sulla Toto, «una ditta che ha contenziosi in tanti altri cantieri».

Borsari ha fatto presente che il ponte di San Benedetto è in realtà «del territorio», poiché la limitazione del traffico su questo manufatto comporta un aggravio della circolazione sul successivo ponte a valle, con la formazione di costanti code.

Senza pensare che si potrebbe giungere a una chiusura se il monitoraggio annuale rivelasse qualche cedimento. Anche Sandro Cavazzoli per il Comitato “Vogliamo il ponte” ha espresso il dissenso per una situazione vergognosa che rischia di prolungarsi all’infinito, chiedendo la nomina di un commissario straordinario per non buttare alle ortiche il lavoro già fatto. Calenda ha speso un’immediata telefonata al capo di gabinetto del ministero per valutare la strada del commissariamento.

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