Il credo dei volontari dell’Abeo mantovani: «Dare è sinonimo di ricevere»

Hanno età e storie alle spalle differenti, ma lottano per lo stesso obiettivo: aiutare bambini e genitori donando un po’ di se stessi e del proprio tempo

MANTOVA. Età, passioni e storie di vita differenti, ma un solido e invisibile filo comune che li lega l’uno all’altro: la voglia di mettere a disposizione qualche ora del proprio tempo e tutto l’amore che c’è per aiutare bambini e famiglie in difficoltà. Sono i volontari dell’associazione Abeo Mantova, che vuole essere al fianco dei piccoli pazienti, con diversi progetti che abbracciano il territorio mantovano. Tra i principali ci sono AbeoDonazione, AbeoPediatrie, AbeoSostegno, AbeoPiuma ed AbeoLilla.

Un’attività a trecentosessanta gradi per la quale sono necessari nuovi volontari, oggi resa possibile da persone come Vittorio, Chloé, Nicoletta e Massimo, che da quando hanno conosciuto l’associazione ne sono diventati parte fondamentale insieme con tutti gli altri volti di Abeo.

«Mi sono iscritto da subito, nel ‘95 – racconta Vittorio (Ugo) Mattioli – quando il presidente Vanni Corghi aveva fondato l’associazione e raccoglievamo fondi per realizzare nuovi spazi negli ospedali. Inizialmente ero volontario in pediatria, poi mi sono spostato al pronto soccorso pediatrico. Mi sono subito sentito utile, parte attiva dell’organizzazione e oggi sono a disposizione anche per le attività di raccolta fondi con gazebo e banchetti in piazza».

Non è facile trasformare in parole la soddisfazione che si legge negli occhi dei volontari: «Abeo è un’associazione che ti coinvolge – dice Mattioli – aiuta i bambini con malattie rare e gravi, i bambini che frequentano gli ospedali e le loro famiglie, collabora con tanti reparti e ti gratifica con emozioni che nascono man mano che sostieni gli altri».

Chloé Sissa è entrata a far parte della squadra solo da pochi mesi, ma è già sicura di volerci restare finché potrà: «Volevo provare un’esperienza di volontariato e, appena ho potuto, ho iniziato. Sono partita dalla neuropsichiatria infantile e mi sono trovata subito molto bene. Oltre al bisogno di ogni bimbo che si trova ad aspettare una visita, mi sono resa conto di quanto abbiano bisogno di noi anche i genitori».

Un aiuto in apparenza piccolo, in momenti di ansia e preoccupazione diventa una risorsa preziosa: «Qualche giorno fa, per esempio, ho portato in braccio un bimbo fino all’ambulatorio. Me lo aveva chiesto la mamma, perché aveva altri due bimbi da gestire, oltre a borse, carte mediche e tutta l’ansia del momento».

In Abeo dare diventa sinonimo di ricevere. «Si può cominciare il turno anche quando si è stanchi e affaticati e finirlo con il cuore leggero. Ci si rende conto che aiutare gli altri, ricevendo in cambio un bacino sulla guancia, un disegno, un sorriso, è un grande regalo. Con poco si può davvero fare tantissimo».

Nicoletta Tamacoldi si è avvicinata ad Abeo in una fase particolare della vita. «Sentivo fosse giusto dedicare il mio tempo a qualcuno, in qualunque modo potessi essere di aiuto. Abeo mi ha accolta come volontaria per le attività di grafica, importante per la divulgazione delle attività e dei progetti, poi ho iniziato anche al pronto soccorso pediatrico dove sono diventata amica di Ugo e mi sono resa disponibile per le presenze agli eventi di raccolta fondi. Credo che, quando si ha la volontà, sia sempre possibile dedicare un paio d’ore per chi ha bisogno e di certo fare il volontario allena la tua empatia e puoi far capire ad altre persone che se lì per loro, che ci sei. A volte basta uno sguardo per trasmettere serenità e affetto».

Cosa succederebbe a tanti bimbi malati, se non ci fosse Abeo? È la domanda che pone Massimo Rima, autista volontario, che accompagna i piccoli e le famiglie nei centri di cura specializzati, lontano da casa. «Con i servizi gratuiti che l’associazione offre, facciamo la differenza per le famiglie che non avrebbero altre risorse. Un obiettivo che ho ben chiaro. Facendo l’autista ho diverso tempo per parlare con i genitori e per conoscere i bimbi. A volte i viaggi cominciano alle cinque del mattino. Potrebbe sembrare faticoso, ma sapere di essere un aiuto concreto è impagabile. Si viene a contatto con situazioni difficili, dare un supporto anche minimo cambia la vita di queste persone». Per informazioni su come diventare volontario: abeo@abeo-mn.it.

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