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Francesca Freddi: «La strada per uscirne è solo un amministratore giudiziario»

La titolare del 50% di Mantua Surgelati replica alla zia Federica: «Vuole comprare le mie quote? Fumo negli occhi, il suo obiettivo è un altro»

MANTOVAEcco il testo della lettera che Francesca Freddi, che detiene il 50% di Mantua Surgelati, ha inviato alla Gazzetta per replicare alla zia e socia Federica Freddi.

Italpizza unica opzione

«Le dichiarazioni di Federica Freddi, che ormai non stupiscono neanche più, sono la chiara conferma di come mia zia non abbia consapevolezza della situazione economica e finanziaria di Mantua Surgelati. La vendita al Gruppo Italpizza, che, contrariamente a quanto affermato da Federica, nonostante la scadenza del 30 giugno continua ancora oggi a mantenere ferma la propria concreta e quantificata offerta di acquisto, rappresenta l’unica opzione percorribile per raggiungere, necessariamente in tempi rapidi, il risultato del riequilibrio di Mantua Surgelati. Il Gruppo Italpizza, caratterizzato da un progetto industriale assolutamente complementare al nostro, dispone di tutte le risorse e capacità organizzative, commerciali e logistiche per far fronte rapidamente, a differenza di ogni altro interessato, alle attuali criticità aziendali di Mantua Surgelati. Per consentire il perfezionamento dell’operazione, il Gruppo Italpizza ha anche confermato la disponibilità a rinunciare alla domanda giudiziale di risarcimento danni dallo stesso proposta davanti al Tribunale di Milano nei confronti di Mantua Surgelati e della persona di Federica Freddi, a fronte dell’interruzione (provocata dalla stessa Federica) delle trattative che, nel corso del 2021, sembravano ormai destinate a concludersi con la firma del contratto di vendita».

Per altri interessamenti  non c’è più tempo

«Le manifestazioni di interesse di altri operatori, citate ora strumentalmente da Federica, sono assolutamente generiche e non contengono alcuna indicazione in ordine alle cifre offerte e alle modalità dell’operazione di vendita, dal momento che presuppongono il necessario svolgimento di una puntuale attività di due diligence che, per sua natura, non potrà essere rapida, come invece mia zia ha inconsapevolmente affermato. Per rimanere sul concreto, si ricorda come la due diligence svolta dal Gruppo Italpizza nel 2021 sia durata alcuni mesi. Allo stesso modo, nessun altro serio operatore industriale darebbe ora corso all’operazione di acquisizione senza una preventiva approfondita verifica sulla situazione di Mantua Surgelati, al cui esito, tra l’altro, la manifestazione d’interesse potrebbe anche essere ritirata. Le problematiche di Mantua Surgelati non consentono nel modo più assoluto l’attesa delle tempistiche che sarebbero imposte da nuove trattative, ma, al contrario, impongono una sollecita decisione».

Il vero obiettivo di Federica

«Ancora, evidenzio come la lamentela di Federica in ordine al mio “rifiuto” di cederle il mio pacchetto azionario sia soltanto fumo negli occhi. Mia zia non dispone neanche lontanamente delle capacità economico-patrimoniali per far fronte all’operazione di acquisizione. Quanto affermo trova una conferma inequivocabile. Pur non avendo, a differenza di ogni altro terzo interessato, la necessità di svolgere una qualsiasi attività di due diligence (il che è fin troppo ovvio: Federica è amministratore e socio di Mantua Surgelati), nonostante tutto il tempo trascorso mia zia non ha mai formalizzato alcuna concreta proposta per l’acquisto del mio pacchetto azionario, indicandomi il prezzo per la cessione e le garanzie per il relativo pagamento da parte sua. In realtà, è fin troppo chiaro a tutti come Federica si proponga ben altro. La sua (inaccettabile) pretesa è soltanto quella di gestire unilateralmente la vendita dei pacchetti azionari di Mantua Surgelati, compreso quello di cui io sono titolare, ad un terzo investitore ancora oggi sconosciuto (il fantomatico “Mister X”) che, a suo dire, dovrebbe implementare il “piano industriale” che la stessa Federica, senza alcuna preventiva condivisione con l’altro amministratore della società, ha presentato a maggio, salvo dimenticarsi di ricordare come tale piano sia stato letteralmente stroncato dai sindacati in quanto ritenuto “fantasioso” e privo di un qualsiasi “valore industriale” (richiamo l’articolo pubblicato dalla Gazzetta il 13 maggio). Ma vale quanto già detto: la situazione di Mantua Surgelati non è compatibile con le tempistiche che sarebbero imposte da nuove trattative con terzi genericamente interessati e dalle relative indispensabili attività di due diligence».

Serve un amministratore giudiziario

«A questo punto, a fronte della situazione di stallo in cui ormai si trovano da tempo gli organi sociali di Mantua Surgelati nonché del totale ed ingiustificabile attendismo di mia zia Federica, posso soltanto auspicare che, all’esito della prossima udienza del 22 luglio nel procedimento pendente davanti al Tribunale delle imprese di Brescia, venga accolta la mia richiesta di nomina di un Amministratore giudiziario in sostituzione dell’intero organo amministrativo di Mantua Surgelati. Al riguardo segnalo, a conferma della correttezza della mia visione, che identica richiesta al Tribunale è stata formulata dal presidente del Collegio Sindacale e dal Curatore speciale che lo stesso Tribunale ha nominato per rappresentare la società nel contesto del procedimento. A questo punto, soltanto un amministratore nominato dal Tribunale, del tutto svincolato dalle due parti ed autonomo nelle proprie decisioni, potrà valutare ed assumere rapidamente le iniziative ritenute più opportune, se non anche indispensabili, per la gestione dell’azienda Mantua Surgelati, così da salvaguardare i superiori interessi della società, dell’organizzazione aziendale e di tutti i soggetti coinvolti, tra i quali vengono in considerazione soprattutto i lavoratori che stanno vivendo con giustificata apprensione questi mesi di conflitto societario».

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