Baroni entra in Azione «Calenda garantisce europeismo e serietà»

L’ex coordinatrice di Forza Italia segue Gelmini e Carfagna: entro in punta di piedi nel partito, non so se sarò candidata



Dopo aver lasciato Forza Italia, la deputata Anna Lisa Baroni entra nel partito di Carlo Calenda. L’annuncio è arrivato ieri dopo una lunga riflessione. «Le ragioni di quasi vent’anni di militanza in Forza Italia – ha spiegato – si erano infrante di fronte alla crisi del governo Draghi innescata da Conte e poi agevolata da Salvini e Berlusconi. Di fronte alle famiglie in difficoltà, all’inflazione, al caro energia, alla guerra e alla crisi idrica le forze di governo avrebbero dovuto garantire al governo Draghi di arrivare alla sua fine naturale. Forza Italia, invece, ha scelto deliberatamente di fare una crisi che espone il paese a un salto nel buio». Baroni ricorda di non aver abbandonato la barca negli ultimi cinque anni da coordinatrice, durante i quali «il partito scendeva nei consensi»; ma lo ha fatto adesso e per motivi politici. «Non me ne sono andata perché i sondaggi erano sfavorevoli, ma perché Forza Italia ritengo si sia accodata a Salvini che rincorre la Meloni. A lui conveniva andare alle urne per massimizzare il consenso: è legittimo ma a me non andava bene. Non mi riconosco in quelle posizioni sovraniste e populiste ma nessuno di chi mi ha criticato ha risposto alle mie motivazioni politiche».


L’ex coordinatrice provinciale azzurra ha seguito le ministre Gelmini e Carfagna, pure loro approdate con Calenda: «Siamo state insultate per aver lasciato Forza Italia, ma l’abbiamo fatto di fronte a un fatto gravissimo: la crisi del governo Draghi» ripete. Dice di aver letto il patto repubblicano di Calenda, «e lì ho trovato posizioni europeiste e atlantiste, le mie». Vi ha trovato anche una grande attenzione alle infrastrutture, all’ambiente, al lavoro, al Pnrr. «Anche Calenda, persona seria, vuole abbassare le tasse, dare molta importanza ai territori e un cambiamento drastico del reddito di cittadinanza. Il tutto con serietà, perché non promette cose che non si possono realizzare». Insomma, «mi riconosco in questi contenuti e nel programma elettorale».

Una cosa, però, tiene a precisare: «Non so se Azione mi ricandiderà – dice – entro in casa d’altri seguendo i due ministri che hanno abbandonato Forza Italia, ma lo faccio in punta di piedi e con grande rispetto per un partito che esiste da tempo. Ai miei amici di Forza Italia che scelgono di restare voglio bene; se qualcuno di loro vorrà fare una scelta diversa, se sceglieranno di seguirmi non dirò certo di no». Resta da superare un ultimo scoglio, quello dell’alleanza con il Pd, difficile da accettare per chi ha sempre militato nel centro destra: «Meglio che Azione si allei con il Pd o che vada da sola? Vorrei aspettare la decisione finale di Calenda prima di rispondere» chiude Baroni. —

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