Il sovrintendente di Mantova: «Pronti a collaborare sul fotovoltaico, ma ci sono leggi precise a tutela del paesaggio»

MDG 2015

Barucca risponde alle sollecitazioni del presidente di Confindustria Bianchi

MANTOVA. Gli imprenditori chiedono meno burocrazia e più comprensione al sovrintendente. La posta in gioco, dice Confindustria, è alta e in un momento di crisi lo Stato dovrebbe dare una mano allentando i vincoli e consentendo di installare con più facilità i pannelli fotovoltaici sui tetti di abitazioni e aziende. È quanto il numero uno degli industriali mantovani, Edgardo Bianchi, ha ripetuto a Gabriele Barucca, sovrintendente archeologia, belle arti e paesaggio di Mantova, Cremona e Lodi.

La disponibilità da parte del funzionario dello Stato c’è, ma con un avvertenza: «Le soprintendenze rispondono a precise norme di legge, non c’è tanta discrezionalità nelle loro decisioni». Barucca ricorda di aver chiesto a Bianchi di «lavorare insieme sulla ricerca per arrivare a impianti che abbiano una resa ottimale e una qualità estetica che consenta loro di essere inseriti in contesti di pregio. Abbiamo una duplice esigenza – ricorda il sovrintendente – quella di avere energia e quella di non devastare città e campagne dal punto di vista paesaggistico».

Barucca dice di aver stimolato Bianchi a lavorare su «soluzioni innovative». C’è, però, una legge chiara da rispettare: «Favorire le installazioni fotovoltaiche non significa andare oltre il possibile. Noi rispondiamo a norme – ripete – non c’è tanto di discrezionalità nei nostri atti».

La Sovrintendenza sta dialogando non solo con Confindustria ma anche con Confagricoltura sul problema del fotovoltaico: «La nostra interlocuzione – dice Barucca – va nel senso di lavorare insieme per trovare soluzioni che tengano conto della duplice esigenza di produrre energia e di tutelare il paesaggio. Non possiamo devastarlo. Per questo gli imprenditori devono lavorare e investire sulla qualità. Ripeto, la tutela del paesaggio è l’esigenza primaria, ma questo non significa che non si possa far nulla: bisogna investire di più sulla qualità estetica, sulla ricerca. Per questo invito Confindustria a coinvolgere anche l’università: dobbiamo essere leader perché abbiamo la necessità di tutelare il paesaggio, che è una delle nostre maggiori ricchezze». 

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