Immatricolazioni in calo, ma l’usato salva il settore

Anche nel Mantovano gli incentivi non smuovono un mercato che fa fatica. I consumatori virano sulle vetture di seconda mano

MANTOVA. Un trend che non può che preoccupare: il mercato dell’automotive annaspa tra mancanza delle materie prime e una congiuntura economica tutt’altro che favorevole, che certamente non invoglia i consumatori ad affrontare un investimento importante come può essere quello dell’acquisto di un’auto. I numeri nazionali sono impietosi: luglio è stato il tredicesimo mese consecutivo in cui si è registrato un sensibile calo delle immatricolazioni in Italia rispetto allo stesso periodo degli anni precedenti (-0,9% rispetto al 2021, -28,5% rispetto al 2019 pre-Covid).

Una tendenza che nemmeno gli incentivi varati lo scorso 6 aprile sono riusciti a lenire. La crisi non può che ripercuotersi anche entro i confini della nostra provincia, come confermano due dei principali concessionari operanti nel Mantovano. «Sì, il nostro territorio non fa eccezione, ha risentito del calo generale – conferma Antonio Ferrari, amministratore delegato di Gruppo Ferrari e Move – nonostante questo riusciamo a fare alcuni punti percentuali meglio della media nazionale. La nota positiva riguarda invece il nostro comparto usato, su cui abbiamo fatto importanti investimenti negli ultimi mesi, che ha compensato le mancate immatricolazioni di auto nuove. Anche per questo va fatto un plauso ai nostri buyer, che grazie alla loro abilità sono riusciti ad assicurarci una densità di stock superiore alla concorrenza, potendo garantire al cliente un’offerta ampia e importante in questo periodo complicato per le disponibilità di vetture».

Franco Nouvenne, presidente e ceo del concessionario Renault Giovanzana di Porto Mantovano, dipinge una situazione tutt’altro che rosea, pur mantenendo fiducia nel tessuto economico-sociale della nostra provincia. «Che è forte e dunque dobbiamo avere l’ottimismo di dire che si riprenderà – premette – detto questo i dati non mentono, il periodo per il nostro settore non è facile. C’è paura da parte delle famiglie ad affrontare un investimento come quello di un’auto nuova, nonostante ci siano forme di finanziamento agevolate. D’altronde le auto, tra aumenti delle materie prime, minori volumi e minori possibilità di scontistica, costano di più: considerando l’aumento generale del costo della vita è un periodo in cui le persone ci pensano su due volte prima di imbarcarsi in una spesa consistente. E gli incentivi, di minor entità e rivolti a una platea ridotta rispetto al passato, non hanno sortito un grande cambiamento. Inoltre, c’è incertezza sulla scelta del tipo di alimentazione delle vetture da acquistare. L’elettrico a Mantova sta ancora faticando a decollare rispetto ad aree vicine come il Cremonese, la nostra sede di Casalmaggiore sta avendo migliori risultati in questo senso». D.C.

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