Tentato omicidio a Soave, i due restano in carcere

Convalidato, nel giorno di Ferragosto dal giudice per le indagini preliminari Arianna Busato, il fermo in carcere dei due marocchini accusati di tentato omicidio nei confronti di un connazionale di 28 anni

PORTO MANTOVANO. Convalidato, nel giorno di Ferragosto dal giudice per le indagini preliminari Arianna Busato, il fermo in carcere dei due marocchini accusati di tentato omicidio nei confronti di un connazionale di 28 anni che versa ancora in gravissime condizioni all’ospedale di Cremona.

Il primo, F.K. 46 anni, ha precedenti penali per reati contro il patrimonio, il secondo, E.A. 52 anni, ha la fedina penale pulita e lavora per una cooperativa che fornisce lavoro.

L’aggressione era avvenuta giovedì notte a Soave di Porto Mantovano. Secondo una prima ricostruzione della squadra Mobile i due aggressori, che da qualche settimana vivevano nella casa abbandonata insieme alla vittima, per futili motivi di convivenza e alterati dall’alcol, alla sua richiesta di abbandonare la abitazione, lo avrebbero riempito di botte, fino a ridurlo in fin di vita. I connazionali, inizialmente avevano negato di conoscerlo. Sembra invece che nelle prime ore del mattino avessero avuto un diverbio. Pensando fosse ancora preso dai fumi dell’alcol, lo avevano lasciato a letto. Ma a mezzanotte vedendo che non si risvegliava, avevano chiamato i soccorsi.

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