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Mantova, Gambarara in cerca di riscatto: «Rilancio al via col sottopasso»

Nel quartiere i complessi in degrado dell’ex Siva e del mercato ortofrutticolo. L’assessore Murari: «I proprietari privati possono ricorrere a bonus e incentivi». E l’assessore Martinelli si prepara a incontrare gli abitanti della strada privata, via Marmirolo

Nicola Corradini
2 minuti di lettura
Il complesso dell’ex mercato ortofrutticolo in abbandono 

MANTOVA. Potremmo chiamarlo il quartiere dei capannoni, ma sarebbe molto riduttivo. Perché Gambarara, il piccolo rione alla periferia nord della città (al confine con Porto Mantovano) ha una storia e un’identità che va ben oltre quelle strutture artigianali che, in diversi casi, sono rimaste vuote. Eppure, in una città che negli ultimi anni ha visto partire piani di rigenerazione urbana e Pru con ingenti investimenti concentrati soprattutto nei quartieri vecchi e nuovi della periferia sud, Gambarara è rimasta tagliata fuori.

Così, percorrendo la principale via di accesso, la lunga strada Mantovanella, ci si imbatte ancora nel grosso complesso abbandonato da anni dell’ex mercato ortofrutticolo e in quello, meno noto ma altrettanto vuoto e in degrado, dell’ex Siva, vale a dire i magazzini e la sede dell’ormai quasi dimenticato Ente nazionale per la cellulosa e la carta. E poi, nella vicina via Medole, ci si imbatte nel fabbricato di una manifattura ormai chiusa da anni, con ingressi e finestre murate e l’inquietante cartello attaccato alla recinzione che vieta l’ingresso e avverte della possibile presenza di polveri di amianto nell’edificio.

Va detto che negli ultimi anni la bonifica delle coperture in eternit dei capannoni artigianali della zona ha fatto passi da gigante, anche grazie al monitoraggio fatto dall’assessorato all’ambiente. Ma la presenza di questi grossi edifici abbandonati è un dazio urbanistico molto pesante per il piccolo borgo, che conta più o meno sui 400 abitanti.

Difficile intervenire su queste strutture per il Comune. O sono di proprietà privata (il Mof) o appartengono a enti scomparsi. Eppure via Roma, negli ultimi anni, è riuscita dopo un lungo lavoro a risolvere alcune situazioni di grave degrado urbano legato a edifici privati. Un esempio è dato dal non distante magone di Colle Aperto, per il quale è vicina l’alienazione, l’abbattimento e la costruzione di un centro sociale. «L’operazione scatterà nel 2023, realisticamente da luglio» spiega il sindaco Mattia Palazzi. E Gambarara? «Il rilancio del quartiere – dice l’assessore all’urbanistica, Andrea Murari – avrà come elemento strategico la realizzazione del sottopasso ferroviario che verrà avviato nel 2024. Si tratta di un’opera pubblica di grande importanza che collegherà in modo efficiente Gambarara con il resto della città favorendo il recupero degli immobili abbandonanti sia residenziali che produttivi. La riattivazione degli immobili dismessi, inoltre, è favorita da molteplici disposizioni normative. Oltre ai noti bonus fiscali, il Comune ha effettuato numerosi abbattimenti degli oneri in caso di recupero del patrimonio edilizio dismesso. In un quadro di normativa urbanistica comunale che già consente a Gambarara una flessibilità di funzioni, la legge regionale per la rigenerazione ha previsto incentivazioni per il recupero del patrimonio edilizio esistente». In tempi più ravvicinati, verrà riasfaltata strada Mantovanella (in autunno) e si avvierà un confronto con i residenti di via Marmirolo, strada privata del quartiere bisognosa di luce pubblica e altri servizi elementari. «Organizzeremo assemblee per valutare la possibilità di passaggio al demanio comunale della strada» spiega l’assessore ai lavori pubblici, Nicola Martinelli.

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