Due paesi sul Mincio puntano sul luccio per muovere il turismo

Ricette diverse tra Pozzolo e Rivalta, ma stesso desiderio di collaborazione dopo gli incontri avvenuti alle rispettive feste

POZZOLO-RIVALTA. Il primo approccio era avvenuto a Rivalta sul Mincio, in occasione della festa del pesce e del luccio alla rivaltese. I rivaltesi in questi giorni hanno ricambiato la visita a Pozzolo sul Mincio, affollatissimo per la sagra del luccio in salsa. Ed è proprio il luccio in salsa, oltre al fiume, a legare i due piccoli centri che intendono sfruttare appieno le opportunità offerte dal turismo lento ed enogastronomico.

Rivalta e Pozzolo propongono due ricette diverse, ma entrambe gustose. Nei prossimi mesi le due delegazioni si ritroveranno per pianificare un percorso che dovrebbe anche contemplare una specie di sfida tra le due ricette, ma nel frattempo nessuno intende rimanere fermo.

A Pozzolo, la cui sagra vivrà il suo ultimo atto lunedì 12 settembre, il movimento organizzativo della Polisportiva è più che mai vivo: alla manifestazione stanno lavorando 140 volontari. È un meccanismo oliato alla perfezione, che riempie ogni sera l’attrezzatissima area ludico sportiva in fregio al Mincio, dove corre anche la pista ciclabile che diventerà parte della Ciclovia del Sole, un fattore sul quale il consigliere delegato alla frazione, Marco Mattinzioli, punta molto. Proprio i cicloturisti sono tra i principali acquirenti dei vasetti di luccio in salsa in vendita già da alcuni anni, confezionati da un laboratorio di Valeggio sul Mincio gestito da un pozzolese e preparati da cuoche che lavoravano nella cucina dello storico ristorante Ancilla. La vicinanza con il lago di Garda, da questo punto di vista, aiuta certamente.

Anche la festa di Rivalta tornerà presto in riva al Mincio: è proprio di questi giorni l’annuncio del sindaco di Rodigo, Gianni Grassi, riguardo alla messa in sicurezza dell’area di Corte Mincio. I volontari non mancano: «Il recente corso di cucina organizzato sotto la guida del food & beverage manager Andrea Carlin - spiega Francesco Saccagi della Pro loco - ha rilanciato l’entusiasmo, ponendo solide basi sulle quali lavorare». Un problema resta comunque aperto: c’è la ricetta tradizionale del luccio, ma manca la materia prima, che in genere arriva dall’estero. «Spero che le amministrazioni pubbliche possano fare qualcosa per incentivare l’allevamento, in modo da chiudere il cerchio» conclude Saccagi. 

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