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L’Acm torna al Martelli domani col Trento: il dato degli abbonati è il peggiore in 20 anni

Solo nel 2003 meno tessere delle attuali 604: fu promozione. Nell’era Setti anche 1.750 in D, i record risalgono però alla B

Alberto Sogliani
2 minuti di lettura

MANTOVA. Sabato (ore 17.30) il Mantova tornerà in campo al Martelli contro il Trento. Nonostante l’avvio a dir poco deludente, di certo il sostegno dei tifosi non mancherà. Anche se la disaffezione dal club è palpabile e dimostrata dai numeri degli abbonati (appena 604), che costituiscono un flop clamoroso nella storia recente biancorossa.

Occorre infatti risalire alla stagione 2003/2004, ovvero al primo anno di mister Mimmo Di Carlo in C2, per trovare un numero di abbonati inferiore a questa stagione negli ultimi 20 anni. E se il dato, paradossalmente, è beneaugurante in considerazione di quello che accadde dopo poco tempo, di sicuro apre lo spazio a una riflessione. Alla vigilia di quel campionato i tifosi sottoscrissero solo 430 abbonamenti: di fatto una situazione spiegabile con quanto accaduto alla fine dell'anno precedente con il Mantova di Benevelli e Bogoni sconfitto nella doppia semifinale playoff dal Sudtirol. Il presidente Castagnaro mise in atto una vera rivoluzione, ripartendo dagli esordienti Di Carlo e Magalini che sulla carta non garantivano una stagione esaltante e la gente rimase in attesa. In C1 l'anno dopo però gli abbonati salirono già a quota 1560. Da allora il numero peggiore, prima di quello attuale (604), è relativo al 2012/13 in C2 con 947: anche allora però, storicizzando, in estate ci fu un'impasse generale in società, con Bompieri pronto a vendere, che allestì la squadra solo ad agosto affidandola a Sauro Frutti e chiamando Alfio Pelliccioni a costruirla. Poi l'anno post-fallimento dei romani in D (2017/18) con la gestione Di Tanno (1.100 tessere) e pure la stagione 2014/15, seppure fresca di di conquista della C unica. Dove con il quasi sconosciuto Juric in panchina, la società in perenne vendita e un -3 da colmare, si arrivò a 1.215 abbonati.

Restando in era Bompieri, la gente gli diede fiducia dopo il ciclo di Lori sottoscrivendo 1.512 tessere in D nell'anno vincente del centenario (2010/11). La stagione dopo però, malgrado la promozione in C2, scesero già a 1.252. Illusione di riscossa con l'avvento del presidente Lodi (2013/14) animato da propositi ambiziosi con 1.398 abbonati prima del via. Altra scossa la diede la coppia dirigenziale bresciana Di Loreto-Musso nel 2015/16, che fece registrare 1.765 associati: quello che, togliendo gli anni della B, rimane il numero più alto nell'ultimo ventennio. Scivolando però l'anno successivo, tra delusioni in serie, a 1.412 in quel campionato che poi aprì le porte al fallimento con la premiata ditta De Sanctis & Folgori.

Con patron Maurizio Setti gli iscritti aumentarono nonostante la serie D: 1.577 nel 2018/19 (Morgia in panchina), addirittura 1.750 l'anno successivo, culminato con la promozione e la pandemia. Che impedì la sottoscrizione di abbonamenti nel primo anno di serie C e permise solo una riapertura parziale la stagione scorsa, che comunque, tra mascherine, distanziamenti e green pass fece registrare un numero superiore (615) a quest'anno. Chiudiamo gli occhi con i campionati di B, dal 2005/6 al 2009/10 in ordine temporale: 4.163, 5.668, 6.210, 4.876 e 4.075 abbonati. Purtropp

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