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Assicurazioni auto fantasma: maxi inchiesta partita da Volta Mantovana

La polizia locale intercomunale denuncia cinque uomini. Ma la truffa potrebbe essere più ampia

Daniela Marchi
1 minuto di lettura

VOLTA MANTOVANA. Assicurazioni online a prezzi stracciati? Sì, ma attenzione. Quando i costi di una polizza sono fuori mercato, troppo convenienti, è probabile che dietro si nasconda una truffa.

È quello che ha scoperto la polizia locale del Corpo Intercomunale dei Colli, comandata da Emanuele Feudatari, che dopo una lunga indagine, durata un anno, e conclusasi pochi giorni fa con la collaborazione delle polizie locali di Napoli e Caserta, è arrivata ad individuare e inserire nel registro degli indagati cinque uomini, tutti residenti nelle due province campane. Al momento i cinque sono stati denunciati per truffa. Ma l’indagine è tutt’altro che chiusa: potrebbe riguardare centinaia di vittime, automobilisti di tutta Italia che hanno sottoscritto una polizza online e si sono ritrovati con un documento falso in mano.

L’indagine è partita da un casuale controllo stradale compiuto dalla polizia locale dell’Alto Mantovano circa un anno fa sulla strada tra Volta e Monzambano.

Gli agenti fermano in auto un giovane di origine polacca, residente a Valeggio sul Mincio. «Libretto, patente e assicurazione» chiedono come di prassi. Il giovane è convinto di essere in regola e senza esitazione fornisce tutti i documenti. Ma, al controllo sulla banca dati nazionale, gli agenti della Locale non trovano traccia dell’assicurazione. «Impossibile - replica il ragazzo - ho qui la polizza, l’ho sottoscritta io stesso tramite un’agenzia online».

La polizza sembra del tutto vera, ma non è mai stata registrata. Il giovane ha pagato, ma non per avere una copertura assicurativa; purtroppo solo per ingrossare le tasche di alcuni malviventi.

La polizia del Corpo Intercomunale comincia una lunga e difficile indagine sui flussi di denaro che transitano dalla sedicente agenzia ai singoli automobilisti, vengono rintracciate le banche di riferimento e si arriva finalmente ai probabili pianificatori dei colpi.

La procura di Verona (la vittima, ricordiamo, è di Valeggio) autorizza la Locale alle perquisizioni domiciliari. Così, con la collaborazione dei colleghi di Caserta e Napoli, due giorni fa vengono compiute le perquisizioni. E nelle abitazioni di tre diversi comuni campani vengono trovate carte di credito, postepay, polizze in bianco e documenti dell’Agenzia delle Entrate in bianco. E’ la prova che si stava cercando. I cinque vengono indagati ma, come si diceva, potrebbe non essere finita qui.

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