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Ostiglia, sulla terra del nonno le chiocciole “green” del 22enne Simone

A Ostiglia l’allevamento La Bavetta produce lumache per la carne e per la bava

Sabrina Pinardi
1 minuto di lettura

OSTIGLIA. Il perché proprio le chiocciole è una pagina di ricordi dell’infanzia. Di quando, con le lumache, ci giocava alle corse. L’opportunità, invece, gliel’ha data nonno Vittorio, che gli lasciato in eredità la passione per la campagna e un appezzamento di terra. Un ettaro sul quale Simone Rossini, 23 anni a novembre, alleva chiocciole. Al naturale, senza chimica e senza mangimi: soltanto verdura fresca. Per produrre carne e la preziosissima bava. L’azienda, nata a ottobre dello scorso anno, si chiama La Bavetta.

«Ho fatto l’istituto agrario alle superiori e poi ho studiato agroalimentare all’università - racconta Simone - Mio nonno ha sempre avuto un’azienda agricola e mi ha insegnato a coltivare la terra». Del nonno ha raccolto il testimone e insieme hanno deciso di puntare su un tipo di agricoltura innovativo e a basso impatto ambientale. E sempre il nonno lo ha aiutato in campagna, a ingranare: quando se n’è andato, a 92 anni, La bavetta era nata da appena due mesi.

L’allevamento è partito con 100mila chiocciole madri, che a loro volta hanno fatto i piccoli. A loro disposizione ci sono 16 recinti, che presto diventeranno 32. Naturale l’alimentazione: cavolo bianco e insalata, che con la sua foglia larga riesce a tenere umido il terreno. In questi giorni è tempo di raccolta: «Sto raccogliendo le chiocciole adulte – racconta Simone – che dopo un primo controllo qualità, già in campo, vengono messe nelle cassette per la spurgatura. Qui devono stare senza cibo per dieci giorni, prima del conferimento ai laboratori per la lavorazione». L’azienda si avvale di due piccole aziende per la trasformazione: nel Torinese, con le chiocciole si producono specialità alimentari, tra cui sughi pronti e paté, mentre a Isola della Scala vengono prodotti, con la bava, cosmetici e preparati per il benessere come lo sciroppo per la tosse.

La produzione della Bavetta è acquistabile online tramite Facebook e Instagram, cui si aggiungerà, tra un po’, un portale per l’e-commerce. Sempre attraverso il web è possibile acquistare le lumache fresche già spurgate. Tra i clienti ci sono molti privati, incappati nei suoi prodotti grazie al passaparola, ai social o alle fiere, ma cresce l’interesse dei ristoratori. «Sto avendo buoni riscontri. Per questo sto sviluppando la rete commerciale che mi consentirà di rivolgermi a ristoranti, negozi, erboristerie». 

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