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Piano raddoppio rivisto: moltiplicati gli espropri

La revisione del progetto richiede più aree per togliere i passaggi a livello Entro il 29 ottobre le osservazioni dei proprietari alla società Italferr

Sandro Mortari
2 minuti di lettura



È ormai una corsa contro il tempo quella innescata da Rfi per il raddoppio del binario tra Mantova e Piadena, tratto fondamentale sulla tormentata linea per Milano. L’obiettivo, più volte dichiarato dalla commissaria Chiara De Gregorio, è quello di bandire la gara d’appalto entro quest’anno in modo da rispettare i termini previsti dal Pnrr, i cui fondi (165 milioni di euro) serviranno per integrare gli altri 380 stanziati da tempo. Per centrarlo bisogna che si chiuda, da parte del ministero della transizione ecologica, la fase di valutazione di impatto ambientale in corso sul progetto definitivo presentato da Rfi.

Il ministero ha appena ricevuto, e li sta esaminando, i pareri dei vari enti (Province di Mantova e Cremona, cinque Comuni mantovani e tre cremonesi, Piadena, Tornata e Calvatone) sul progetto definitivo che Rfi ha dovuto rifare per consentire l’integrazione del tracciato della futura autostrada Mantova-Cremona come chiesto dalla Regione. Ciò ha comportato la revisione degli svincoli stradali, dei sovrappassi e dei sottopassi che sostituiranno i passaggi a livello che saranno eliminati (29 lungo tutta la tratta, di cui 18 solo nel Mantovano). Basti pensare che i nuovi viadotti saranno tredici, di cui undici nel Mantovano. Un aumento di utilizzo di suolo che ha costretto Rfi a rivedere il piano espropri che aveva messo a punto a fine 2020. Detto e fatto. Il 19 settembre scorso è iniziata la nuova procedura per l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio e per la dichiarazione di pubblica utilità. Italferr spa, società di Rfi, è stata incaricata di occuparsi dell’intera partita mettendo in fila i proprietari delle aree su cui passerà il binario raddoppiato e che dovranno cedere parte dei loro terreni o dei loro immobili a Rfi. Con la revisione del progetto il numero degli espropriandi è salito. Solo nei cinque Comuni mantovani interessati (Mantova, Bozzolo, Marcaria, Castellucchio e Curtatone) si è passati dagli iniziali 313 a 385 (escludendo i consorzi di bonifica e il demanio pubblico). Per la cronaca, a Bozzolo gli espropri si sono estesi a 82 proprietari dai 68 individuati in un primo momento; a Marcaria si è passati da 90 a 109, a Castellucchio da 69 a 89, a Curtatone da 29 a 34 e a Mantova da 57 a 71. In questi giorni è in corso il periodo in cui gli interessati potranno presentare le proprie osservazioni a Italferr; avranno tempo trenta giorni che scadranno il prossimo 29 ottobre.

Nel frattempo, al ministero per la transizione ecologica stanno aspettando che si concludano i trenta giorni a disposizione dei privati cittadini per le osservazioni al progetto definitivo. Il termine è il 26 ottobre (per gli enti era stato anticipato al 30 settembre).

Entro i successivi dieci giorni il dicastero dovrà emettere il suo parere sulla valutazione di impatto ambientale sul progetto che concluderà la conferenza di servizi e consentirà alla commissaria De Gregorio di approvare il progetto definitivo. A quel punto, il progetto avrà effetto di variante degli strumenti urbanistici e, automaticamente, le aree interessate dal raddoppio saranno vincolate all’esproprio e le opere da eseguire verranno dichiarate di pubblica utilità. Rfi passerà al progetto esecutivo che poi verrà messo in gara. L’obiettivo finale è di concludere i lavori entro il 2026. —

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