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Mantova, nessuna nube all’orizzonte e temperature oltre la media

Secondo le previsioni di MeteoNetwork almeno fino al 24 ottobre non sono previste piogge e ci sarà più caldo del solito

s.p.
1 minuto di lettura

MANTOVA. Se non fosse per le foglie gialle sui marciapiedi, più che a ottobre sembrerebbe di essere a maggio. E, ancora per un po’, le temperature e le scarse precipitazioni potrebbero farcelo pensare. Secondo le rilevazioni di MeteoNetwork, che proprio quest’anno compie vent’anni (festeggiati con tutti gli onori al Politecnico di Milano), per almeno un’altra decina di giorni non ci sarà alcuna nube all’orizzonte. «Secondo le ultime previsioni - spiega Marco Giazzi, presidente dell’associazione, che conta 220 soci - all’incirca fino al 24 ottobre non sono previste piogge su tutto il nord Italia. A partire dal 17 ottobre, inoltre, le temperature aumenteranno in quota e, di conseguenza, farà un pochino meno fresco».

Questo tepore fuori stagione dipende dall’arrivo, nei prossimi giorni, di un’area di alta pressione di matrice africana. La buona notizia è che potremo ritardare l’accensione degli impianti di riscaldamento e, quindi, posticipare l’inevitabile salasso. Le temperature sopra la norma favoriscono, però, l’evaporazione dell’acqua in fiumi e canali, pur non paragonabile a quanto accade in estate, e l’inaridirsi dei terreni. Non ce ne sarebbe affatto bisogno, vista la penuria di pioggia.

Un ottobre così poco piovoso non si ricorda: a Mantova, a oggi, in ottobre sono caduti 0,4 millimetri di pioggia: in pratica qualche goccia. E, se le previsioni si riveleranno esatte, 0,4 millimetri sarà anche il dato di chiusura a fine ottobre. Nulla rispetto a una quantità media compresa, per questo mese, tra i 60 e 70 millimetri.

Tutto l’anno è stato straordinario. L’anno scorso, da primo gennaio alla fine di ottobre, erano caduti 485 millimetri di pioggia, nel 2020 di millimetri ne erano scesi, nello stesso periodo, 578. A oggi siamo fermi a 324: impensabile che entro fine mese si recuperi la differenza. L’anomalia si trascina da tempo: anche l’inverno scorso era stato un inverno secco, con poca neve sulle Alpi e le inevitabili ripercussioni in termini di riserve d’acqua: «Senza neve, il nostro bancomat idrico è agli sgoccioli - prosegue Giazzi - Quest’anno ce la siamo cavata, ma ora c’è da sperare nell’inverno».

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