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Appello ai sindaci per l’ospedale Montecchi di Suzzara: «La concessione va prorogata»

Daffini (Europa Verde): «Serve almeno un anno per esaminare il rinnovo». Bilancio della Fondazione, chiesti lumi sulla disponibilità di cassa di 636mila euro

Mauro Pinotti
1 minuto di lettura

Quale futuro per l'ospedale di Suzzara? E perché nel bilancio della Fondazione Montecchi c’è una disponibilità di quasi 700mila euro? Perché non vengono investiti sul territorio come da statuto? A chiederselo è Norina Daffini, consigliere federale nazionale di Europa Verde e portavoce del gruppo ambientalista per Suzzara.

«Il 31 ottobre scadrà la convenzione per la gestione del nosocomio della società di scopo “Ospedale di Suzzara” costituita dal Gruppo Kos. Dal 1994 la Fondazione Montecchi l’aveva concessa per 18 anni alla società privata quale avvio di un percorso sperimentale di integrazione pubblico-privato garantendo il servizio sanitario a livello territoriale – ricorda Daffini – La sperimentazione si è ora conclusa, con aspetti sicuramente di ricaduta positiva sul territorio, e adesso la Regione Lombardia, la Fondazione Fratelli Montecchi e gli enti territoriali arrivano in enorme ritardo a delineare il futuro del complesso ospedaliero. Non si è aperto infatti alcun dibattito locale, né vi sono linee d’indirizzo tecniche chiare per il futuro dell’Ospedale».

Da qui l'appello ai sindaci del distretto suzzarese: «Ci rivolgiamo ai sindaci dei Comuni mantovani che fanno parte della Fondazione, affinché si arrivi in tempi brevi a una proroga tecnica di almeno un anno dell’attuale concessione – incalza Daffini – Ciò permetterà, con la collaborazione del Comitato scientifico della Fondazione, di esaminare le condizioni per una nuova concessione, che passino da un approfondimento della nuova situazione immobiliare e dei finanziamenti ma, soprattutto, dalla necessità di esaminare le esigenze sanitarie della popolazione e del potenziamento o di nuovi servizi a favore dei cittadini del territorio».

«Siamo rimasti però molto sorpresi nel leggere nel bilancio della Fondazione, al 31 dicembre 2021, di una disponibilità di cassa di 636.000 euro ora probabilmente vicina ai 700mila euro – aggiunge Daffini – Lo Statuto della Fondazione, presieduta dal dottor Fabio Piazza, prevede espressamente l’obbligo di devolvere i fondi per migliorare l’attuale struttura, per progetti sul territorio e per programmi di formazione ed educazione sanitaria. Non è pensabile che di questi tempi, a basse risorse pubbliche, non si usino a favore della comunità tutte le disponibilità finanziarie possibili».

L’invito è al Comitato di garanzia della Fondazione, perché «esamini tale situazione non allineata alle finalità istituzionali della Fondazione» e ai sindaci «interessati o presenti nel Cda, affinché si sviluppino da subito tutti i progetti utili per l’uso dei fondi disponibili per iniziative sanitarie sul territorio». 

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