In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Caporalato, arrestati due intermediari

Sono i titolari di una cooperativa dell’Alto Mantovano. Avevano scaricato nei campi quattro braccianti non in regola

Giancarlo Oliani
1 minuto di lettura

I due titolari di una cooperativa che fornisce manodopera bracciantile e che ha sede nell’Alto Mantovano, sono stati arrestati nella giornata di martedì con l’accusa di caporalato. Ora si trovano in carcere in attesa della convalida che dovrebbe avvenire nella giornata di oggi.

I due sono stati sorpresi, a bordo di un furgone, al limitare di un campo di insalata dove avevano scaricato quattro lavoratori, tutti nordafricani e non in regola con il permesso di soggiorno.

L’operazione è stata condotta dai carabinieri della compagnia di Viadana insieme a colleghi dell’Ispettorato del Lavoro di Mantova. I quattro braccianti sono stati sorpresi proprio mentre stavano raccogliendo l’insalata.

I proprietari dei fondi agricoli non hanno alcuna responsabilità: si sono fidati della cooperativa.

Il caporalato, lo ricordiamo, indica lo sfruttamento dei lavoratori, spesso migranti di origine straniera, esercitato dai cosiddetti “caporali”, intermediari che reclutano e organizzano la mano d'opera per conto di imprenditori.

Nella sua forma semplice il reato di caporalato è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da 500 a 1.000 euro per ciascun lavoratore reclutato.

La legge prevede anche una circostanza aggravante che ricorre nel caso in cui i fatti siano commessi mediante violenza o minaccia. In tal caso è prevista la pena della reclusione da cinque a otto anni e la multa da 1.000 a 2.000 euro per ciascun lavoratore reclutato.

Ulteriori circostanze aggravanti sono rappresentate, come nel caso di Viadana, dal fatto che il numero di lavoratori reclutati sia superiore a tre

I commenti dei lettori