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In 150 in piazza a Mantova contro la guerra e per la pace. E gli ucraini manifestano contro il terrorista Putin

Associazioni e partiti hanno risposto all’appello della Rete italiana per la pace e per il disarmo in vista della manifestazione nazionale

Sa.Mor.
Aggiornato alle 1 minuto di lettura

In piazza per chiedere l’immediato cessate il fuoco in Ucraina e l’apertura di una trattativa di pace per scongiurare la guerra nucleare. Sindacati, istituzioni, partiti e associazioni hanno risposto all’appello della Rete italiana per la pace e il disarmo in vista della grande manifestazione che si terrà il 5 novembre a Roma. Il prologo mantovano ha visto poco più di 150 persone in piazza Martiri con cartelli, bandiere arcobaleno e dei sindacati: tutti uniti nel chiedere la fine della guerra in Ucraina e l’apertura di una conferenza di pace internazionale. Tra loro anche una ventina di uomini e donne ucraini che ha protestato innalzando cartelli contro Putin definito assassino e terrorista. E proprio la divergenza di vedute tra i promotori della manifestazione per la pace e il popolo ucraino è emersa evidente dai vari interventi che si sono succeduti in piazza. «Basta soffiare sul fuoco rifiutando il dialogo e inviando armi. Fermiamo l’escalation della guerra e si apra un serio negoziato di pace per arrivare ad una soluzione politica del conflitto» aveva appena detto Claudio Morselli di Mantova per la pace; un concetto espresso da tutti coloro che sono intervenuti, assieme alla condanna dell’invasione russa. La risposta di Ivana, rappresentante della comunità ucraina e delegata della Cisl, è stata puntuale: «Come Cisl – ha replicato – chiediamo il cessate il fuoco e la pace. Come ucraina dico che la pace deve rispettare l’integrità territoriale dell’Ucraina. E come facciamo a trattare con chi è entrato nelle nostre case e ci sta uccidendo?». In piazza c’erano anche il presidente della Provincia con tanto di fascia blu istituzionale Carlo Bottani che ha invitato tutti «a stare uniti e a pregare», gli assessori comunali di Mantova  Alessandra Riccadonna e Adriana Nepote e il sindaco di San Giorgio Bigarello Morselli. E poi i segretari di Cgil, Soffiati e di Cisl Perboni; Sciré della Uil e delegazioni di Potere al popolo, Sinistra italiana, Arci, Anpi, Caritas , Acli, Libra, eQual, Rete degli studenti.

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