In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Tea rassicura: «A Mantova il gas per l’inverno c’è». E adesso la bolletta arriverà ogni mese

Stoccaggi oltre il 90%: «Più si va avanti, più il rischio di carenze diminuisce». Fatturazione a 30 giorni per evitare sorprese

Igor Cipollina
3 minuti di lettura

La buona notizia è che per l’inverno non dovremo ricorrere ai generatori elettrici, come suggerito dal presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli. Quella cattiva è che le bollette del gas sono destinate ad appesantirsi ancora, perché l’incremento dei prezzi base di mercato si trascina l’aumento dei costi di approvvigionamento, attualmente schizzati da 20 centesimi a oltre un euro a metro cubo.

E, se per il teleriscaldamento, Tea è intervenuta d’anticipo, decidendo di restituire in bolletta i ricavi extra che la distorsione dei prezzi di mercato le metterà in tasca (7 milioni), per gli utenti del gas il margine di manovra è troppo risicato per immaginare altro rispetto a nuove offerte tecniche. La prima, incoraggiata da Arera – l’Autorità di regolazione – è il cambio della frequenza di fatturazione, da due a un mese, per orientare al meglio i consumi ed evitare le mazzate a tradimento. Ma chi lo vorrà, potrà tenersi la bolletta bimestrale. A mettere in fila nodi e prospettive sono il presidente e il direttore generale di Tea, rispettivamente Massimiliano Ghizzi e Piero Falsina (che è anche amministratore delegato di Tea Energia).

Inverno al caldo

«Che inverno ci attende? Se stiamo a quello che ci dicono i ministri e il Governo, ma anche a ciò che risulta dagli aspetti quotidiani di mercato, gli stoccaggi di gas sono riempiti oltre il 90% – rassicura Falsina, amministratore delegato di Tea Energia – Nei mesi scorsi il Governo aveva autorizzato sia Snam sia Eni ad effettuare degli acquisti a un prezzo molto alto pur di riempirli. Sembra banale, ma anche qualche settimana di bel tempo fa molta differenza sui consumi. Più avanziamo nella stagione termica, più il rischio di carenze di gas si abbassa». Rischio da scongiurare con tutte le cartucce (metaforiche) a disposizione, perché il gas non è come l’energia elettrica che se la spegni oggi puoi riaccenderla domani. Il gas incrocia aspetti di sicurezza, pressione e distribuzione molto delicati.

Mercato rovesciato

«Quest’anno il mercato del gas è cambiato radicalmente per decisioni strategiche, anche di politica estera» avverte Falsina. La materia è aggrovigliata, il rischio d’inciampare in una giungla di acronimi e tecnicismi è altissimo. Semplificando, se fino all’anno scorso gli operatori (Tea compresa) chiudevano in primavera i contratti di fornitura per la stagione termica successiva, attraverso degli accordi bilaterali, a questo giro Eni, Engie, Edison ed Enel non hanno partecipato al mercato. «Tantissimi operatori sono rimasti senza contratto – riferisce Falsina – Da qui la tensione dei prezzi e la speculazione». Vero, l’indice di riferimento era e resta il Ttf della borsa olandese, ma la bilateralità della contrattazione bypassava quella piattaforma.

E comunque, al prezzo della materia prima va aggiunto uno spread, che non è quello tra i Btp e i Bund, ma un differenziale composito che calcola i costi di approvvigionamento e gestione, dal trasporto al bilanciamento delle rete.

Olanda addio

In realtà, Arera si è già mossa per affrancarsi dal Ttf così capriccioso (l’acronimo sta per Title transfer facility): da ottobre è cambiato il meccanismo di calcolo delle bollette per il mercato tutelato, non più la quotazione a tre mesi del Ttf, ma la quotazione media mensile dei prezzi effettivi all’ingrosso del gas in Italia. Ci sarebbe da aggiungere un altro acronimo (Psv), se non due, ma la faccenda è già abbastanza complicata. Basti sapere che la mossa di Arera dovrebbe mettere gli utenti al riparo dalle speculazioni più estreme.

Teleriscaldamento

Altra storia quella del teleriscaldamento, per cui Tea e la società controllata Sei, che lo gestisce, hanno deciso di redistribuire gli extra-profitti. Che il presidente del gruppo, Ghizzi, preferisce definire più correttamente «ricavi derivanti dalla distorsione dei prezzi di mercato». Intercettati prima ancora che diventino profitti.

Domanda: pubblicizzata dal sindaco Mattia Palazzi, la mossa è stata imposta dal socio di maggioranza Comune di Mantova oppure è condivisa? «Siamo stati noi ad alzare la mano e accendere tutti i riflettori rispetto a questo problema – rivendica Ghizzi – a capire che le tariffe del teleriscaldamento avrebbero potuto subire incrementi molto superiori rispetto a quanto già avvenuto e a quanto potrebbe ancora accadere nel mercato del gas».

Se, infatti, il Governo è intervenuto a calmierare i costi del gas, dimezzando l’Iva per i consumi residenziali (dal 10 al 5%), azzerando le accise e riducendo gli oneri di sistema, per il teleriscaldamento vale ancora la composizione tariffaria votata in consiglio comunale quindici anni fa, senza alcun correttivo applicabile. Morale, per evitare una mazzata ancora più feroce in bolletta, «abbiamo coraggiosamente proposto all’amministrazione comunale una riduzione diretta direttamente in fattura per novembre e dicembre». Per gennaio si attendono le decisioni del governo che verrà e il pronunciamento di Arera.

Non un’operazione semplice – sottolinea Ghizzi – «perché solitamente prima s’incassa e poi si redistribuisce, ma noi abbiamo voluto agire subito e il socio di maggioranza ci ha aiutato». Non solo, oltre ai 7 milioni di profitti extra e venturi di Sei, Tea ha stanziato altri 1,7 milioni (in aggiunta al milione e mezzo già concesso) a beneficio di tutti i Comuni del territorio, perché, attraverso dei bandi, sostengano le famiglie in condizioni di povertà energetica.

La certezza del gas

«Il sentimento per il futuro? Purtroppo ci saranno altri incrementi sulle bollette del gas, la tendenza dei prezzi è al rialzo, ma ai clienti diciamo che possono stare tranquilli – ripete Falsina – che, in termini di fornitura, ci siamo noi a pensare a loro. Con la sicurezza che nessuno li fregherà con una tariffa truffa». E in attesa che il mercato si stabilizzi, da agosto i nuovi contratti sono totalmente variabili, sia per il prezzo della materia prima sia per i costi di gestione. Allo scopo, Tea Energia schiera anche una squadra di trader – tre giovani analisti – che monitorano le tariffe dei concorrenti e il polso del mercato, pronti a intervenire appena intravedono uno spiraglio. Una finestra di convenienza.

I commenti dei lettori