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Bando anti degrado: la rabbia degli esclusi dell’Oglio Po

Si dichiarano «amareggiati» i sindaci degli otto Comuni che, lo scorso aprile, hanno partecipato al bando per la rigenerazione urbana dedicato ai piccoli centri e si sono visti negare i fondi

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«Tutti i finanziamenti sono andati al sud». Si dichiarano «amareggiati» i sindaci degli otto Comuni che, lo scorso aprile, hanno partecipato al bando per la rigenerazione urbana dedicato ai piccoli centri e si sono visti negare i fondi. Capofila del progetto Gussola, al quale si erano uniti Commessaggio, Dosolo, Martignana di Po, Pomponesco, Rivarolo del Re ed Uniti, Sabbioneta e San Giovanni in Croce. I Comuni avevano deliberato nei rispettivi consigli comunali una convenzione per partecipare al bando, che aveva come scopo “la riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, oltre al miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale”.

Gli interventi previsti in fase di candidatura spaziavano dal mondo dello sport a quello dei servizi per la popolazione fragile, all’attenzione per i giovani, ad aspetti ambientali e di prospettiva di futuro sviluppo del territorio, per un totale di 5 milioni. «L’amarezza provata dai sindaci è tanta - commenta il sindaco di Sabbioneta, Marco Pasquali - Salta all’occhio come la totalità dei finanziamenti pubblici previsti da questo bando è andato a comunità del sud della penisola».

Inaccettabile, per Pasquali, «l’utilizzo di criteri come quelli del Pnrr che prevedono la distribuzione del 40% delle risorse al sud e il restante 60% sulla base di criteri che finiscono per premiare nuovamente quell’area. Sabbioneta ha ottenuto molti fondi dal Pnrr su bandi che avevano altre logiche distributive e sta già iniziando a investire quelle risorse. Siamo sicuri succeda altrettanto a ogni latitudine?». Sulla stessa lunghezza d’onda i sindaci Pierguido Asinari, Alessandro Sarasini, Giuseppe Baruffaldi, Pietro Bortolotti, Alessandro Gozzi.

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