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Trenord: troppi ritardi, rimborsi ai pendolari della Brescia-Parma

I viaggiatori in possesso di un abbonamento mensile e annuale avranno diritto al bonus. Per chi è titolare di un abbonamento mensile il bonus si tradurrà in uno sconto del 30% sull’acquisto dell’abbonamento di novembre

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Nel mese di agosto dodici linee ferroviarie gestite da Trenord non hanno rispettato lo standard minimo di affidabilità, previsto dal contratto di servizio, in termini di ritardi e soppressioni di treni. Questo significa che i viaggiatori titolari di un abbonamento saranno risarciti. Tra le dodici linee non figura la Mantova-Cremona-Milano mentre c’è la Brescia-Piadena-Parma; addirittura, quest’ultima linea è quella più penalizzata: su cento treni attesi in stazione il 22,09% è arrivato in ritardo.

I viaggiatori in possesso di un abbonamento mensile e annuale avranno diritto al bonus. Per chi è titolare di un abbonamento mensile il bonus si tradurrà in uno sconto del 30% sull’acquisto dell’abbonamento di novembre; gli abbonati annuali, invece, potranno chiedere il bonus alla scadenza di validità del proprio abbonamento.

Protesta per l’inefficienza del servizio ferroviario di Trenord la consigliera regionale del Pd Antonella Forattini, di recente eletta a Montecitorio: «Altro mese, altri bonus. Nonostante il mese di agosto sia il meno trafficato, dal momento che ci sono meno corse e meno pendolari, sono state ben 12 le direttrici gestite da Trenord che non hanno rispettato lo standard minimo di affidabilità e su cui scatterà il bonus sconto sull’abbonamento anche per il mese di novembre. Tra queste, una delle peggiori è la linea Brescia-Piadena-Parma».

La Forattini tiene a precisare: «Considerando che il tasso minimo è del 5%, questa volta il primato della linea peggiore è della Brescia-Piadena–Parma che batte tutte le altre con il 22,09% di inaffidabilità».

«I pendolari non possono andare avanti a bonus e da Trenord preferirebbero un servizio efficiente» conclude la consigliera regionale e parlamentare Forattini, tornando a ribadire che «la Regione non ha ancora convocato i tavoli di quadrante con i pendolari, l’ennesimo segnale che sottolinea l’inadeguatezza non solo del servizio ferroviario regionale, ma anche di chi lo governa».

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