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Bolletta da 47mila euro per mancata disdetta: il Comune di Quistello si accorda con Enel

Il contatore dell’immobile di via Rainera, prima sede del municipio e poi del centro sociale, era stato attivato dopo il sisma

Giorgio Pinotti
1 minuto di lettura

Il Comune di Quistello ha risolto con una transazione il problema della maxi bolletta della luce da 47mila euro, per un contatore che avrebbe dovuto essere staccato nel 2014. Grazie all'accordo con Enel la cifra richiesta è stata ridotta a poco più di 23mila euro, praticamente dimezzata, e il Comune dovrà sborsarne 12mila.

L'utenza incriminata si trova in via Rainera 3: il contatore era stato attivato dopo il terremoto del 2012, quando vi si era insediato il municipio, poi lo stabile era passato al centro sociale, ma una serie di disguidi con le utenze ha portato alla bolletta mostruosa. Il centro più volte aveva richiesto che l'utenza venisse volturata. Ma i tentativi erano andati a vuoto, la fornitura di energia non era mai stata interrotta. Una questione difficile da dipanare, quello che è certo è che per cinque anni, dal 2014 al 2019, non sono più arrivate le bollette relative all'utenza in via Rainera.

La mazzata in municipio è arrivata il 20 febbraio 2019, in quanto la richiesta di disdetta dell'epoca non è mai andata a buon fine. Enel, nonostante il confronto, ha continuato a sostenere la legittimità del credito, la vicenda si intreccia con i diversi trasferimenti degli uffici municipali in seguito al sisma. L'amministrazione di Gloriana Dall'Oglio, dopo aver ricevuto la maxi bolletta, si è attivata. Messa in piedi la soluzione di compromesso con Enel, ha chiesto un parere alla Corte dei conti, sulla legittimità della transazione. La Corte non si è espressa, tuttavia delinea quale siano le caratteristiche per cui una situazione transattiva possa essere legittima, tra queste c'è il vantaggio economico per l'ente. Situazione che rientra nell'attuale transazione. «Nel mettere in piedi questo accordo e accollarsi da parte dell'amministrazione parte della bolletta, si è tenuto conto del fatto che il centro sociale che occupava quella sede, svolgeva un fondamentale servizio per la comunità, in particolare per le fasce più deboli per la popolazione. Abbiamo inoltre voluto chiudere questa vicenda nel miglior modo possibile e anche rapidamente», ha detto la sindaca.

Il centro sociale comparteciperà per circa la metà al saldo della maxi fattura, ovvero per 11mila euro circa, mentre il Comune dovrà metterne 12mila. Condivisione da parte della minoranza: «Trovo che la soluzione vada a chiudere un capitolo che era aperto da molto tempo – dice il consigliere d'opposizione ed ex sindaco Luca Malavasi – condivido assolutamente l'importanza e il ruolo che il centro ha svolto a sostegno della comunità, pertanto condividiamo la transazione». Il punto è passato all'unanimità nel consiglio comunale del 24 ottobre. 

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