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La Mantua targata Italpizza partirà con tutti i lavoratori

Prime garanzie per diretti, precari e Penitenti al vertice con Flai Cgil, Fai Cisl e Rsu. Nel pacchetto anche il ramo gelati. L’affitto-ponte prima del rogito durerà mesi

Monica Viviani
2 minuti di lettura

Tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori in forza alla Mantua Surgelati saranno trasferiti nella nuova Mantua.it srl targata Italpizza che muoverà i primi passi dal prossimo 1° dicembre con un affitto-ponte dell’intero complesso aziendale, ramo gelati compreso, che precederà per alcuni mesi il passaggio di proprietà vero e proprio. Sono quasi le 13 del 27 ottobre quando i segretari di Flai Cgil, Ivan Papazzoni, e Fai Cisl, Ciro Di Lena, insieme alle delegate Laura Cortelazzi, Antonietta Agricola, Marcella Trazzi, Manuela Favalli, Paola Variati, Roberta Rondelli e Lucia Polo escono dall’incontro con i vertici di Italpizza, ovvero il direttore generale Andrea Bondioli e il direttore risorse umane Vincenzo Napolitano, l’ amministratore giudiziale Ferruccio Gasparini e il direttore di stabilimento Stefano Righetti. In tasca: le prime rassicurazioni per i circa 530 addetti, diretti e non, impiegati negli stabilimenti di Castelbelforte. «Abbiamo al momento avuto garanzie – ci raccontano – che tutti i contratti in essere verranno mantenuti fino alla loro scadenza, significa quelli dei lavoratori in somministrazione e dei servizi e anche quello con la Penitenti Trasporti. Poi valuteranno il da farsi e ovviamente auspichiamo che vengano confermati anche successivamente visto che la nuova proprietà ha subito voluto sottolineare che il valore vero di questa azienda è l’alta professionalità delle sue lavoratrici e dei suoi lavoratori ».

Ma è comunque ancora presto per qualsiasi valutazione di merito. «Abbiamo aperto un dialogo – spiegano Papazzoni e Di Lena – dopo oltre un anno di una situazione che si era incancrenita e che anche grazie alla nostra mobilitazione ha iniziato a smuoversi. Le valutazioni le rimandiamo a quando potremo leggere le carte, entro cinque giorni avremo la comunicazione ufficiale e torneremo al tavolo per approfondire le prospettive del gruppo per la Mantua». Un paletto lo hanno però subito messo: «Abbiamo detto assolutamente no alla richiesta di far firmare alle lavoratrici liberatorie per il Tfr in deroga all’articolo 2112 del codice civile, sindacalmente è una richiesta inaccettabile».

E insieme alle garanzie di salvaguardia degli attuali livelli occupazionali, sindacati e Rsu hanno subito chiesto «interventi immediati per migliorare le condizioni di lavoro a partire dalla sicurezza e dall’organizzazione stessa del lavoro che necessita di un cambiamento radicale». I rappresentanti del gruppo modenese hanno parlato di un piano di investimenti spalmati in cinque anni «per valorizzare il sito di Castelbelforte – raccontano ancora i sindacalisti – compreso il ramo gelati che al momento è marginale, ma potrebbe essere sviluppato in sinergia con la società Italgelato di cui Italpizza possiede quote». Insomma per quanto abbiano tirato un sospiro di sollievo per «la fine dell’era Freddi», in fabbrica al momento nessuno esulta: «Aspettiamo di vedere il contratto – spiegano le delegate – e di vederli all’opera, noi siamo orgogliose di tutte le battaglie che abbiamo fatto e saremo ancora più unite di prima. Il direttore generale di Italpizza ci ha detto “si volta pagina”, ecco noi ci aspettiamo una vera rinascita e siamo come sempre disposte a fare la nostra parte».

E la famiglia Freddi? In base a quanto trapela in organico, come dipendente, dovrebbe rimanere Francesca, figlia dell’ex amministratore delegato Franco che con la sorella (anche lei ex Ad) Federica esce di scena.

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