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il conflitto in ucraina

Dare futuro alla pace: già 100 pronti a partire da Mantova per Roma

Sindacati e associazioni raccolgono le adesioni per sabato 5 In treno o pullman alla manifestazione per il cessate il fuoco

Monica Viviani
1 minuto di lettura

Lanciata a Mantova dal presidio del 21 ottobre in piazza Martiri di Belfiore, è iniziato il conto alla rovescia per la manifestazione nazionale “Cessate il fuoco, negoziato per la pace” promossa per sabato 5 novembre a Roma dalle organizzazioni aderenti alla piattaforma Europe for Peace. La raccolta adesioni è ancora in corso, ma sono già cento i mantovani pronti a partire dalla nostra provincia all’alba in treno e pullman con i sindacati Cgil, Cisl e Uil, Mantova per la pace, Anpi, Arci e Rete degli studenti medi.

L’appuntamento è alle 12 in piazza della Repubblica da dove alle 14 partirà il corteo che si snoderà fino a piazza San Giovanni dove la manifestazione si concluderà alle 18.30. Una mobilitazione della società civile che torna in piazza per «dare un futuro al la pace», chiedere un «cessate il fuoco» immediato e l’avvio di un negoziato di pace con una conferenza internazionale convocata dall’Onu, per la messa al bando di tutte le armi nucleari, per ribadire la solidarietà al popolo ucraino e alle vittime di tutte le guerre così come si legge nella piattaforma lanciata da Europe For Peace. Perché «la minaccia nucleare incombe sul mondo ed è responsabilità e dovere degli Stati e dei popoli fermare questa follia». Perché «l’inaccettabile invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha riportato nel cuore dell’Europa la guerra che si avvia a diventare un conflitto globale con drammatiche conseguenze per la vita e il futuro dei popoli ucraino, russo e dell’Europa intera».

Perché l’Italia, l’Unione Europea con gli stati membri e le Nazioni Unite «devono assumersi la responsabilità del negoziato per fermare l’escalation e raggiungere l’immediato cessate il fuoco» lavorando a una soluzione politica del conflitto per «far prevalere il rispetto del diritto internazionale, portando al tavolo del negoziato i rappresentanti dei governi di Kiev e di Mosca, assieme a tutti gli attori necessari per trovare una pace giusta». Per chiedere con Papa Francesco «negoziati capaci di condurre a soluzioni non imposte con la forza, ma concordate, giuste e stabili». Perché «la guerra ingoia tutto e blocca la speranza di un avvenire più equo e sostenibile per le generazioni future».

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