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Cent’anni di medicine e servizi: la Farmacia cooperativa mantovana è in festa

Dai nove pionieri agli attuali 2.380 soci: un secolo di storia in via Verdi. La prima direttrice donna: «Guidare un’attività così antica è emozionante»

Igor Cipollina
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

I volti del passato sembrano davvero sussurrare «carpe diem», come invitava ad ascoltare il prof John Keating/Robin Williams nella pellicola “L’attimo fuggente”. I visi del presente hanno il sorriso di chi, un secolo dopo, quell’attimo l’ha colto. E ogni giorno lo rinnova attraverso un mestiere che ha il respiro di una missione. Compie cento anni la “Farmacia cooperativa mantovana”, all’angolo tra le vie Verdi e Fratelli Bandiera. Correva l’anno 1922 (il 30 maggio) quando, «per grazia di Dio e volontà della Nazione Re d’Italia», un pugno di valorosi cittadini costituì la società davanti al notaio Tito Azzini.

Un manipolo di otto impiegati e un insegnante, animati dalla volontà di vendere ai soci e al pubblico «medicinali alle migliori condizioni possibili». Ovvero, al prezzo di costo «gravato delle sole spese di esercizio» e da quanto bastava a realizzare «un margine prudenziale di utile». Eccola la missione di Aurelio Dall’Acqua, Gino Norsa, Carlo Dedali, Zeno Menini, Giuseppe Bressanin (scelto come primo presidente), Giuseppe Umberto Vivanti, Guido Catalani, Gaetano Bonini e Alfredo Fornaciari. Capitale sociale: 900 lire, cento ad azione. Appartengono a loro i visi antichi della foto in bianco e nero, che mise in posa anche i ragionieri del collegio dei sindaci e i probiviri del comitato.

Un secolo dopo, i soci sono 2.380, al quale quest’anno l’assemblea ha deciso di riconoscere un ristorno del 12% su quanto acquistato dal 1° luglio dell’anno scorso al 30 giugno di quest’anno (questi gli estremi dell’esercizio commerciale). «Come ci si sente a guidare un’attività così antica? È molto emozionante – risponde la direttrice della farmacia, Marina Sergi – sia per il valore storico sia per i principi per i quali la cooperativa venne istituita». Eccola, la missione quotidiana: «Comprendere e soddisfare le esigenze dei clienti, mettersi al loro servizio». Senza la febbre dell’utile, mantenendo la misura prudenziale pattuita dai soci fondatori.

Vero, in cento anni sono cambiati usi, abitudini, orizzonte: in farmacia non ci si va più a comprare soltanto le medicine, c’è un ricco assortimento di cosmetici e continuano a moltiplicarsi i servizi, dalla somministrazione dei vaccini (anti-Covid e antinfluenzale) all’elettrocardiogramma, le prenotazioni di visite specialistiche, il cambio di medico, l’ambulatorio infermieristico. E a ogni servizio corrisponde la relativa burocrazia, la serrata sequenza dei corsi di aggiornamento e delle abilitazioni.

Assunta da quindici anni, Sergi è la prima direttrice donna della storia della cooperativa (anche se non recrimina nulla né vorrebbe si scrivesse), e donna è anche la presidente del consiglio d’amministrazione in carica, Daria Tosi. Con lei il suo vice Davide Benatti, Corrado Marangoni, Carlo Barbieri e Davide Sanguanini. In farmacia con la direttrice, Veronica Beduschi, Camilla Ferrari, Lorenzo Truzzi, Stefano Benetti, Elisabetta Anselmi, Cristina Scarpari, Lorenzo Michelini, Annalisa Frigeri e Morena Scassa. Come festeggeranno i 100 anni? Con una settimana di sconti e promozioni (per tutti). E con la consueta cura quotidiana.

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