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Raffica di mozioni in consiglio a Porto Mantovano

Test cruciale sulla maggioranza. Dal gruppo misto la richiesta di revocare la convenzione della polizia. Tre iniziative puntano alla riduzione dei costi energetici per i cittadini

Francesco Romani
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Una prova di tenuta, quella che si terrà la sera dell’8 novembre quando, alle 20.30 inizierà in modalità telematica la riunione del consiglio comunale. Ad aspettare al varco la maggioranza, chiamata a dar prova della sua compattezza, un ordine del giorno infarcito di mozioni. Le richieste sono tra le più disparate, e tre provengono dalle file del gruppo misto, i tre consiglieri che, eletti con la maggioranza nel 2019, hanno recentemente dichiarato di non farne più parte “organica”.

Dopo le variazioni di bilancio urgenti e l’approvazione del Piano diritto allo studio, che garantirà alle scuole del territorio il sostegno concreto dell’amministrazione, si inizierà la trattazione di sette mozioni e una interrogazione. Tre le richieste di interventi sui costi energetici, ma il punto che potrebbe far scattare un braccio di ferro fra i consiglieri che sostengono il sindaco Massimo Salvarani e gli altri è il numero 10 con il quale il capogruppo del misto, Valentina Tomirotti, chiede di revocare la convenzione relativa al Corpo intercomunale Mantova Nord. Punto che sarà poi trattato anche dalla successiva mozione sullo stesso oggetto presentata dalla lista civica d’opposizione Vivere Porto. Cosa chiede il gruppo misto?

La mozione cita il fatto che fra i Comuni di Porto, San Giorgio Bigarello e Castelbelforte è stata sottoscritta alla fine del 2018 una convenzione per garantire la sorveglianza e la sicurezza del territorio dei tre comuni mettendo in sinergia il personale, prima diviso.

Per il Misto, nei fatti si è verificato un «aggravio di lavoro per i nostri agenti», la difficoltà a coprire i servizi per l’esiguo organico causando «conseguenti lamentele da parte dei concittadini». L’organico oggi è di 7 agenti e un collaboratore messi a disposizione da Porto, 2 agenti da Castelbelforte e 1 ufficiale responsabile e 4 agenti da San Giorgio Bigarello.

«Pur essendo il Comune più importante e con oltre 16mila abitanti il corpo intercomunale ha l’ufficiale responsabile a San Giorgio – sottolinea la mozione – Inoltre non sono mai stati fatte inchieste sulla soddisfazione del servizio da parte dei cittadini». La soluzione, per il Misto, è sciogliere la convenzione, nominando un responsabile della polizia locale fra quelli già in organico. Un rovesciamento, dunque, della politica intrapresa dal Comune dal 2018.

Ad attendere la maggioranza anche le mozioni sul Piano di protezione civile e sugli aiuti alle famiglie per la crisi energetica (Lega Salvini); la manutenzione delle strade comunali (M5S) e le mozioni sulle comunità energetiche rinnovabili e, come anticipato, sulla gestione associata della polizia locale di Vivere Porto.

I numeri – con i sei consiglieri d’opposizione (4 Lega, 1 Vivere Porto, 1 M5s) , i sette della maggioranza (5 Pd e 2 Porto Futura) e i 3 del gruppo misto a fare l’ago della bilancia – dicono che potrebbe succedere di tutto. Ma occorrerà attendere la sera dell’8 novembre per saperlo.

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