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Due giorni di festa nel mondo agricolo con 180 trattori sfilati a Pomponesco

Pranzi e cene per 750 coperti, cotechino lungo 47 metri: il ritorno della tradizionale manifestazione ha fatto il botto

RICCARDO NEGRI
Aggiornato alle 1 minuto di lettura

Circa cinquecento commensali a pranzo, sotto la tensostruttura in zona impianti sportivi; e altri duecentocinquanta sabato a cena. Un cotechino da quasi 47 metri, lavorato e insaccato nel pomeriggio di sabato 12 novembre. Circa centottanta trattori, tra nuovi e d’epoca, in sfilata ieri mattina per le vie del Borgo. Trattoristi provenienti da tutto il Mantovano, ma anche da Parma e Verona. Una quarantina di volontari che si sono prestati a dare una mano, la metà dei quali attivamente coinvolti pure nelle fasi preliminari dell’organizzazione. È più che positivo il bilancio della trentunesima Festa del ringraziamento, che ha animato il paese di Pomponesco per tutto il fine settimana: un intero weekend all’insegna di cultura, tradizioni, folklore e gastronomia.

Si tratta di un evento particolarmente sentito, in una comunità che al 40 per cento in qualche modo gravita ancora attorno all’agricoltura. La Festa del 2022 ha segnato, tra l’altro, un momento di ripartenza, dopo le limitazioni imposte negli ultimi due anni dalla pandemia. L’evento è stato promosso, come sempre, dal gruppo dei Giovani agricoltori, col sostegno di Comune e Pro Loco.

Il gruppo è presieduto da Marziano Rossi, storica “anima”; ma negli anni ha saputo rinnovarsi e portare avanti la tradizione: «I giovani – ha sottolineato nell’occasione il sindaco Pino Baruffaldi – rappresentano la continuità e la speranza».

L’agricoltura è un mondo in evoluzione, per quanto ancora legato a valori antichi. Oggi, attorno a temi come la terra, l’ambiente e i prodotti alimentari, c’è un rinnovato interesse: il Ringraziamento, a Pomponesco, diventa l’occasione per mettere in mostra antiche e nuove eccellenze. Il programma della manifestazione è stato quello solito: rispetto al passato, è risultata ridimensionata solo la parte dedicata agli animali da stalla e da cortile, particolarmente complessa da organizzare a causa delle normative vigenti in materia sanitaria. Nel corso di entrambe le giornate, il paese ha ospitato stand per la dimostrazione di antichi mestieri e la distribuzione di prodotti tipici (ciccioli, tosone, cotechino, gnocco fritto, caldarroste, ceci, vin brulé). Non sono mancati inoltre le esposizioni di trattori nuovi e d’epoca e delle attrezzature agricole, le dimostrazioni di fast pulling, l’aratura come una volta con un Landini “testa calda”, i giochi paesani (tiro alla fune, corsa coi sacchi, gimkana, sfida dei boscaioli col rasgon, eccetera).

La mattinata di sabato è stata dedicata alle scolaresche, per avvicinare i bambini al mondo affascinante delle tradizioni contadine. Momento centrale della Festa, il ringraziamento al Signore, al termine dell’annata agraria, per i doni della terra: ieri mattina la messa solenne, seguita dalla benedizione dei veicoli agricoli.

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