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Addio a Franco Variati, era poeta ed elettricista

È morto sabato a Mantova, all’ospedale Carlo Poma. Ultimamente faceva l’elettricista ma tempo fa, per diversi anni fu radioriparatore tv, con negozio di elettrodomestici in via Arrivabene 32

GILBERTO SCUDERI
Aggiornato alle 1 minuto di lettura

Scriveva poesie. Le teneva per sé, forse non le vedremo mai pubblicate. Eppure di Franco Variati si era accorto nel 1985 il direttore della biblioteca Teresiana, Giancarlo Schizzerotto, che nel volume “Sette secoli di volgare e di dialetto mantovano” aveva dedicato una decina di pagine a una narrazione di Variati in dialetto, intitolata “La santa messa del clandestino” (chi vuole potrà leggerla alle pagine da 549 a 559). Variati era un grandissimo affabulatore: ascoltava storie e poi le sviluppava in modo sorprendente. Era nato a Goito il primo di febbraio 1945.

È morto sabato a Mantova, all’ospedale Carlo Poma. Ultimamente faceva l’elettricista ma tempo fa, per diversi anni fu radioriparatore tv, con negozio di elettrodomestici in via Arrivabene 32. I funerali si svolgeranno questa mattina alle 9 partendo dalla casa funeraria Maffioli per il centro parrocchiale di San Giorgio e la messa delle 9.30. Quindi per il cimitero degli Angeli, in attesa della cremazione. Variati lascia tre figlie – Sara, Sabrina e Giuliana – e la moglie Angeli Maria.

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