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Quattrocento disabili cercano lavoro, la Provincia di Mantova dà l’ok alla graduatoria

A certificarlo è la lista unica degli aventi diritto al collocamento obbligatorio approvata da Palazzo di Bagno

Sandro Mortari
Aggiornato 2 minuti di lettura

Sono 400 i disabili in cerca di lavoro nel Mantovano. A certificarlo è la graduatoria unica degli aventi diritto al collocamento obbligatorio approvata dalla Provincia. In essa si ritrovano tutte le persone che puntano a un lavoro sia nelle imprese private che nel settore pubblico e che hanno dovuto rispettare i criteri fissati dalla Regione. La graduatoria si compone di due elenchi in base alla disponibilità dei richiedenti ad essere inseriti nel settore privato oppure in quello pubblico; a sua volta, esistono altri sottoelenchi che si riferiscono alla categorie protette e ai centralinisti non vedenti a disposizione sia di enti pubblici che di enti privati.

Riassumendo, i disabili che si propongono per le imprese private sono 207, quelli che hanno scelto il pubblico 187, le categorie protette quattro, i centralinisti non vedenti per le ditte private due e altrettanti per il settore pubblico (le liste vanno aggiornate ogni tre mesi e, quindi, c’è sempre la possibilità di nuovi inserimenti o di essere reinseriti per quelli momentaneamente esclusi). Tutte queste persone potranno ora partecipare a concorsi pubblici con più possibilità di trovare un posto e li superano oppure affrontare colloqui di lavoro nel settore privato.

Tra i 400 compresi nei vari elenchi potrebbero esserci delle sovrapposizioni, disabili, cioè, che hanno chiesto il posto sia nel privato che nel pubblico. Questo, però, non sposta il problema della fame di lavoro che prende chi non ce la fa a trovarlo attraverso i normali canali di collocamento e le difficoltà che incontra ad essere assunto. Nel 2020 i posti nel Mantovano occupati da persone disabili erano 1.872, di cui 878 ancora scoperti. In due anni, col Covid di mezzo, la situazione non è cambiata.

Esistono poi delle isole quasi felici dove il lavoro per i disabili è una realtà ormai da tempo. È il caso della trattoria Isidora di largo 1° Maggio, a Borgo Angeli, gestita dall’omonima associazione di promozione sociale presieduta da Monica Perugini che ha aperto i battenti nel 2010. «La nostra forza lavoro – spiega Perugini – è costituita da dieci persone disabili psico-intellettive e di due cosiddetti abili che fanno uno l’educatore e l’altro il tutor e il cuoco. Abbiamo iniziato più di dieci anni fa partecipando a un bando della Provincia con fondi regionali e abbiamo costituito questa proto impresa sociale. La nostra iniziativa testimonia che tanti disabili psico-intellettivi possono essere impiegati con successo in lavori non dequalificanti. Vanno, però, seguiti anche se fanno un lavoro ripetitivo. Certo, più è piccolo il luogo di lavoro e meglio può avvenire».

Perugini racconta di aver avuto un «grosso supporto da parte di Regione, Provincia e Comune di Mantova; senza di loro sarebbe stata dura andare avanti. Adesso abbiamo alcuni con un contratto a tempo indeterminato e altri con quello di tirocinio risocializzante. Il problema, in generale, è che il mondo del lavoro non è ancora in grado di accogliere i disabili. L’ente pubblico li assume, ma se non sono in grado di svolgere le mansioni loro affidate, li lasciano lì, non li seguono. Noi, invece, li seguiamo: i tirocini, per esempio, sono seguiti da enti terzi come la Quercia. Abbiamo poi usufruito di un progetto finanziato dalla Fondazione Cariverona con cui siamo riusciti ad inserire al lavoro tre ragazzi ex studenti disabili».

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