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Con le mani in acqua: i lavatoi di Volta sono talmente belli da diventare presepe

I luoghi dell’anima del Mantovano. Una tettoia consentiva di sciacquare i panni anche quando pioveva, ora è luogo di ritrovo. È vietato farci il bagno, ma qualcuno ne approfitta per rinfrescarsi

LUCA CREMONESI
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Lavare i panni al fiume non era pratica solo del Basso Mantovano. Anche se in Collina, però, le donne, un tempo, si ritrovavano nei grandi lavatoi per fare la bùgada. Il termine dialettale, con diverso accento, indica la prassi con la quale, al cambio di stagione, si lavava la biancheria, soprattutto lenzuola e federe, con pezzi di sapone e cenere.

Ogni Comune aveva il suo lavatoio che, durante il resto dell’anno, veniva utilizzato per il lavaggio della biancheria o, in alcuni casi, per le stoviglie o per dar da bere agli animali. Si potrebbe fare una mappa dei lavatoi nei comuni morenici, tutti ben conservati. Fra questi quello senza dubbio più scenografico è a Volta Mantovana.

Si trova all’ingresso del paese, in strada dei Colli; è di proprietà privata (così si legge su Lombardia beni Culturali), e fa parte di Cascina Baruzzo, ma è stato utilizzato da gran parte delle famiglie voltesi. È architettura rurale che “è sempre stata così, come lo vediamo. Quanto meno nel corso del ‘900”. Parola dell’architetto Zandonella che aveva eseguito un lavoro di ricerca nel recente passato. «La memoria mia, ma anche quella delle persone del paese è che questo lavatoio sia stato sempre come è tutt’oggi, e cioè non ha avuto particolari modifiche».

La costruzione è del XVIII secolo. Questo lascia comunque intendere che possa avere avuto una struttura diversa, anche se la posizione e quello che si vede non sembrano smentire quanto raccontato in paese. La particolarità che lascia pensare che sia sempre stato utilizzato come lavatoio pubblico è l’essere, appunto, vicino all’ingresso nel paese e l’avere una struttura che permette postazioni coperte.

Anche l’altro lavatoio integro sulle Colline, e cioè quello di Ponti sul Mincio, che gode però di ben altra fama grazie anche a recenti servizi televisivi (e dove le donne del paese ancora fanno il bucato come un tempo), ha la stessa struttura, e cioè è in parte coperto. Ma a Volta Mantovana, invece, la zona di lavaggio, dove c’è la parte in discesa per far scorrere i panni, è invece tutta coperta.

«Cosa che permetteva alle donne di lavare i panni anche in caso di pioggia», spiega sempre Zandonella. E così, oggi, oltre ad essere una struttura che accoglie chi arriva in paese, grazie proprio a quella tettoia il lavatoio diventa, ne giorni di Natale, teatro di uno splendido presepio illuminato che ha un grande fascino.

Nel buio della colline, con le poche luci arancioni dell’ingresso nella zona abitata, il presepe del lavatoio è senza dubbio una delle installazioni natalizie più note del paese. Lo stato di conservazione è buono, e questo permette anche a molte persone, in estate, di utilizzarlo come luogo di ritrovo. Ci sono giovani, con i motorini, che qui si danno appuntamento, oppure ci sono persone che si ritrovano per dialogare, alla sera, complice anche una posizione che consente una leggere brezza. Poi c’è il fascino dell’acqua, con la quale, senza eccedere (è vietata la balneazione), potersi rinfrescare. Per chi volesse fare un tour fra i lavatoi, conviene partire da quello di Cavriana, passando poi per quello di Volta Mantovana per poi arrivare a quello di Ponti sul Mincio. Un tuffo, vero, in un passato non troppo lontano, ma di certo figlio di un'altra epoca.

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