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«C’è una fuga di gas»: a Ostiglia spariscono ori e denaro

Derubata una coppia di anziani: nel bottino anche 10mila euro accumulati negli anni per il regalo di laurea al nipote

Daniela Marchi
2 minuti di lettura

È in azione tra il Basso Veronese e il Destra Secchia la banda di truffatori che il 15 novembre, con la scusa di una fuga di gas, ha derubato un’anziana a Castel d’Ario. Il 17 ha messo a segno l’identico colpo a Ostiglia. Vittima una coppia di ottantenni, tra l’altro lei invalida. I due, terrorizzati dall’ipotesi di una fuga di gas nella propria abitazione e convinti in modo subdolo di dover mettere in salvo i metalli, hanno aperto la cassaforte e alla fine consegnato nelle mani dei malviventi tutti i loro gioielli, i ricordi di famiglia e persino diecimila euro in contanti che il nonno metteva da parte, per il nipote prossimo alla laurea, fin da quando il ragazzo era alle elementari.

La coppia vive in un quartiere residenziale del centro abitato di Ostiglia. Poco più di ottant’anni lui, poco meno lei. Intorno alle 10.30 suonano alla porta tre persone: uno è vestito da vigile urbano, l’altro da tecnico del gas. Un terzo rimane in strada a fare da palo. «C’è una fuga di gas e abbiamo scoperto che proviene proprio da casa sua» spiegano i due. Pochi secondi prima avevano spruzzato del gas davanti alla basculante, quindi, quando il padrone di casa scende con loro, sente l’odore e, spaventato, fa entrare in casa i due uomini.

Con un finto strumento, i due imbroglioni si mettono a cercare il punto di uscita del gas. In realtà è un strumento per la ricerca di metalli, tra cui la cassaforte. Nel frattempo, mettono paura all’anziano, dicendogli che la casa può esplodere e che quindi è necessario staccare subito tutte le spine dalle prese di corrente. Individuata la cassaforte, spiegano all’80enne che il gas sembra provenire proprio da quell’area, e in qualche modo riescono a convincerlo di doverla aprire. Dentro ci sono le collane della moglie, un orologio che il padrone di casa aveva acquistato dopo la pensione. E poi c’era quello che doveva essere il regalo per la prossima laurea del nipote: un gruzzolo di diecimila euro, faticosamente raccolto a 50 o 100 euro al mese, fin da quando il ragazzo era alle elementari. Era il regalo che il nonno aveva in serbo per lui e che non aveva rivelato a nessuno. Gli sarebbe servito per acquistare un’auto o per un viaggio. Anche quelle banconote in contanti, invece, sono finite nelle tasche di individui senza scrupoli, capaci di approfittarsi della buona fede di persone anziane, malate, in difficoltà.

Una volta, infatti, messo gioielli e denaro “al sicuro” in un sacchetto, come da istruzione dei finti tecnici, l’anziano viene mandato al piano di sopra con una scusa. «Scusi ma ha staccato proprio tutte le spine? Anche il frigorifero?». «Eh no, quello no, vado subito» la risposta dell’ottantenne. Il tempo di salire al piano superiore, di staccare la spina al frigo e, una volta tornato di sotto, dei due uomini non c’è più nemmeno l’ombra. E all’anziano truffato resta solo l’amarezza, il dolore di tutti i ricordi perduti insieme al futuro regalo per il nipote.

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