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Abeo lancia l’Sos: «Ci servono nuovi volontari»

A Mantova la squadra coinvolge 108 volontari, pochi per tutto quello che Abeo vuole fare

Aggiornato alle 1 minuto di lettura

MANTOVA. Abeo, l’Associazione bambino emopatico oncologico, si occupa del benessere di bambini e adolescenti malati o con problemi di disabilità. A Mantova la squadra coinvolge 108 volontari, pochi per tutto quello che Abeo vuole fare. «La pandemia ha infierito sul terzo settore, ma non ha fermato i progetti di Abeo che oggi necessitano di nuove forze». A dare voce alle esperienze sono le storie degli stessi volontari. Dice Giorgio Bellussi, da anni volontario di Abeo Mantova e membro del consiglio direttivo: «I bambini sono la cosa più seria e importante che esista».

Giorgio sa bene cosa siano i chilometri e le attese. È uno degli autisti volontari di Abeo Sostegno, progetto dedicato alle famiglie con un figlio colpito da una malattia grave. «La gratificazione data da questa attività è il fatto di dare aiuto a persone che si trovano in difficoltà» racconta. Volante tra le mani ma anche orecchie e cuore pronti all’ascolto: «Durante il viaggio ci si conosce e si diventa un supporto emotivo per genitori e bambini» spiega. Viaggi che diventano storie da accogliere, mentre si raggiungono strutture sanitarie non sempre dietro l’angolo. «Finora il tragitto più lungo è stato a Milano, andata e ritorno, ma ci sono volontari che sono arrivati a Genova. Ma si va dove i bambini hanno bisogno: questo è ciò che conta». Altra storia che intreccia passione e impegno è quella di Gianni Fornasari, volontario Abeo dal 2018 e con un compito che ne abbraccia tanti altri: quello dell’accoglienza.

«Era una mia aspirazione diventare volontario Abeo, ho iniziato al pronto soccorso pediatrico – racconta – due venerdì al mese sono negli ambulatori pediatrici del Poma e ogni mercoledì mattina all’Abeo Hub». Gianni spiega con soddisfazione la sua attività: «Accolgo genitori e bambini dando informazioni pratiche ma anche mettendo a disposizione dei piccoli libri e giochi: è importante permettere loro di trascorrere con agio il tempo dell’attesa». Un’esperienza che Gianni ha vissuto in prima persona tanti anni fa. Nessun dubbio su quale sia la gratificazione che da anni accompagna la sua attività: «Il sorriso e un semplice grazie sono quella più grande. Ricordo le volte in cui i bambini, terminata la visita, si erano trovati così bene a giocare tanto da non voler più andare via: sembrano piccole cose, in realtà sono immense».

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