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La Tarana Carpenteria premiata per i cinquant’anni di attività

Il Comune di Pegognaga ha consegnato al fondatore il riconoscimento «per il contributo allo sviluppo dell’economia del nostro paese»

Vittorio Negrelli
1 minuto di lettura

«L’amministrazione comunale di Pegognaga in occasione del 50° anno di attività, conferisce un attestato di benemerenza alla ditta ‘Tarana Carpenteria Snc’ in segno di stima e ringraziamento per il contributo offerto allo sviluppo dell’economia pegognaghese». Questo è il messaggio di riconoscenza riportato nella targa consegnata dal sindaco Matteo Zilocchi, a nome dell’amministrazione comunale, al fondatore dell’azienda artigianale Massimo Tarana che era attorniato dagli attuali titolari, i figli Marco e Marcello.

Il fabbro Massimo Tarana, sposato con Maria Capiluppi, aveva iniziato la sua attività come titolare di una carpenteria metallica per la produzione di articoli vari in ferro, serramenti e recinzioni, nel lontano 15 novembre 1972 in via Don Minzoni nel capannone ex Comedil. Dopo aver frequentato per 5 anni la scuola di “Arti e Mestieri” a Suzzara dove si è diplomato saldatore ossi-acetilenico, il giovane Tarana ha lavorato alla ditta “Bosi” di Suzzara e poi per quattro anni come operaio apprendista nell’officina “Massari” di Pegognaga. Successivamente nella bottega del fabbro tuttofare di Gino Bertazzoni in via Gina Bianchi, Tarana ha potuto completare la sua formazione professionale che gli ha consentito di fare il salto di qualità da operaio ad imprenditore autonomo.

Poi nel 1976 la ditta si è potuta allargare, trasferendosi nel capannone di via della Pace e quindi nel 2002 l’apertura della nuova sede in via Pertini nella zona industriale. «Negli anni ’70 – ha raccontato Massimo Tarana – il lavoro non mancava, si lavorava bene e in sinergia con il settore edile e della meccanizzazione agricola, ma anche con i privati che commissionavano cancellate ed inferriate in ferro battuto. Una tappa importante per l’azienda è stata l’ingresso nell’impresa familiare del figlio Marco, poi nel 1991 del secondogenito Marcello. Nel 2011, pur continuando a collaborare per il futuro dell’azienda, ho trasferito il timone del comando ai due figli. Attualmente la maggior parte del lavoro di carpenteria è collegato all’attività delle imprese edili dedite alla messa in sicurezza delle strutture e dei fabbricati post sisma, alla manutenzione e riparazione delle attrezzature usate in agricoltura».

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