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Ricetta anticrisi degli artigiani mantovani: «Infrastrutture e più risorse»

Confartigianato a Regione e parlamentari: «Serve l’autostrada per Cremona». L’ex ministro De Micheli: volevamo farla con la Regione. Maccari: insistiamo

Nicola Corradini
1 minuto di lettura

Chiedono cose concrete, gli artigiani mantovani, per poter davvero pensare al futuro in termini di opportunità e non solo di crisi. Al convegno di Confartigianato tenutosi ieri sera a Villa Corte Peron, il presidente provinciale Lorenzo Capelli, quello regionale Eugenio Massetti e quello nazionale Marco Granelli, seppur da diversi punti di osservazione, hanno affrontato tutti questi nodi: servono infrastrutture efficienti, sia per il trasporto (sono state menzionate l’autostrada Mantova-Cremona, la chiusura della tangenziale di città, la tangenziale di Goito e il raddoppio ferroviario della Mantova Cremona Milano), sia per la logistica (lo sviluppo del polo di Valdaro) sia per i servizi. Il tema, in quest’ultimo caso, è quello della Camera di Commercio, commissariata da anni perché ancora non si è risolta la questione della fusione tra Mantova, Cremona e Pavia.

«Davvero scandaloso» tuona il presidente regionale, che da bresciano, spiega di conoscere bene «come il problema della Lombardia è l’essere milanocentrica». E tira le orecchie alla Regione sul sistema ferroviario: «In Lombardia sono un disastro, sono mancati gli investimenti». Poi ci sono i temi più generali, come la manovra che non può limitarsi a coprire parte delle spese delle bollette, perché «serve una strategia per smuovere gli ostacoli burocratici e fiscali che colpiscono sempre le piccole imprese. Deve essere facilitato l’accesso al credito e vanno riviste le modalità del bonus edilizio». Interlocutori degli artigiani, che hanno riempito la sala, sono stati l’assessore regionale Guido Guidesi e i parlamentari Paola De Micheli (ex ministro ai trasporti) del Pd, i mantovani Carlo Maccari (FdI) e Andrea Dara (Lega) e Marco Lombardo (Terzo polo).

E va anche detto che dai rappresentanti in parlamento ci si aspettava, almeno in questa sede, non tanto soluzioni prefabbricate, ma che raccogliessero le istanze del settore (in particolare di quelle del nostro territorio) e spingessero la politica a «ascoltare anche noi piccoli imprenditori che rappresentiamo il 96% della forza produttiva).

Guidesi ha ricordato che la Regione era «favorevole alla fusione delle camere di Mantova e Cremona ma non con Pavia, resta il fatto che è assurdo che tutto sia congelato per i ricorsi. Non abbiamo molto tempo e stiamo attendendo di incontrare il nuovo ministro». Di autostrada Mantova-Cremona hanno parlato De Micheli («Su quell’autostrada non c’è mercato, noi eravamo disponibili a investire assieme alla Regione, ma si sarebbe dovuto ripartire da zero come fatto in Trentino con la Tibre») e Maccari («La Mantova-Cremona sta in piedi se si guarda ad ampio raggio, ossia con Tibre e Autobrennero. Con la penuria di risorse le opere non si riescono a fare, dobbiamo fare massa critica mettendo insieme diversi progetti che realizzano opere per più territori»).

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