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Approvata la convenzione per la centrale di Ostiglia: al Comune 3,3 milioni

I fondi potranno essere usati per opere di riqualificazione naturalistica a favore delle biodiversità

Giorgio Pinotti
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Il consiglio comunale ha approvato la convenzione relativa alla ripartizione dei fondi di compensazione per l'ampliamento della centrale. Sul territorio arriveranno oltre 10 milioni di euro, quasi la metà andranno proprio a Ostiglia. Il progetto prevede la realizzazione nell'area di Borgo San Giovanni di una nuova unità a ciclo combinato. La convenzione è stata elaborata per disciplinare i rapporti tra Ep, quale soggetto proponente e attuatore, e gli enti pubblici territoriali interessati.

Nelle riunioni che han portato al testo definitivo sono stati affrontati i principali temi d’impatto ambientale e relative compensazioni. La convenzione applica la Legge Marzano che obbliga i proprietari di nuovi impianti di produzione di energia elettrica a corrispondere, a titolo di contributo compensativo per il mancato uso alternativo del territorio e l’impatto logistico, risorse da ripartire tra il Comune sede dell’impianto per almeno il 40%, i comuni contermini per almeno il 40%, e la Provincia.

Le cifre. Ep si impegna a versare per 7 anni, dal 30º giorno dopo la sottoscrizione della convenzione, un importo annuale di un milione 122mila euro per un totale complessivo di 7 milioni e 854mila euro. A Ostiglia arriveranno 3,3 milioni complessi, divisi in 7 tranche annue da 471mila euro. Oltre al contributo previsto dalla Legge Marzano, Ep, in accordo con la Regione, si impegna a erogare volontariamente un contributo compensativo al Comune sede e a quelli contermini pari a 3 milioni di euro, di cui il 67%, 2 milioni e 10mila euro, è destinato a Ostiglia e il rimanente 33%, 990mila, ai contermini. Questi fondi verranno versati in tre momenti: 40% alla sottoscrizione della convenzione, 30% ad un anno dalla firma, 30% a 3 mesi dall’entrata in funzione del nuovo gruppo. Questi fondi ulteriori potranno essere usati per opere di riqualificazione naturalistica del territorio a favore di biodiversità e dell’interconnessione tra le aree naturali presenti, opere a sostegno delle comunità locali, della mobilità sostenibile, interventi per l’innovazione tecnologica, il risparmio energetico, il miglioramento e l’educazione ambientale, e per riqualificazione urbanistica.

Il progetto della nuova unità prevede la realizzazione di una serie di interventi utilizzando tecniche all'avanguardia, per migliorare l'impatto ambientale dell'impianto in generale e abbassare le emissioni complessive del sito. A tale scopo, Ep si impegna a migliorare l'impatto anche delle unità esistenti. L'intervento avverrà con tempistiche che prevedono entro 32 mesi dall'inizio dei lavori, partiti lo scorso 5 agosto, l'entrata in servizio commerciale della nuova unità, mentre, negli stessi tempi, Ep darà corso alle opere di dismissione e mitigazione ambientale programmate. Nel frattempo l'area, nel sito dei serbatoi ormai dismessi, compatibilmente con i rilevanti vincoli ambientali ed eventuali bonifiche, sarà riqualificata per la realizzazione di un'area verde pubblica.

«Per quanto riguarda il monitoraggio ambientale e sanitario - spiega l'assessore al bilancio Andrea Rivaroli - Ep si impegna, in sinergia con la Provincia e gli enti preposti, a contribuire all'attivazione di monitoraggi sanitari per verificare, dal punto di vista epidemiologico, i possibili effetti prodotti dal cambio del regime emissivo dovuto al reale funzionamento del nuovo impianto. A tale scopo Ep produzione si rende disponibile a finanziare opportuni screening sanitari a favore della popolazione facendosi carico dei relativi costi».

Ep ha fatto sapere che promuoverà nella realizzazione delle opere previste, il coinvolgimento delle realtà economiche del territorio, favorendo l'impiego di manodopera e tecnici locali, quando sarà possibile, anche concludendo accordi con i centri pubblici per l'impiego della Provincia di Mantova. 

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