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La scuola in carcere è una grande chance: «Il recupero passa dall’istruzione»

La visita alla casa circondariale di Mantova del provveditore. Con lei anche il dirigente del Cpia Pantiglioni

Aggiornato alle 1 minuto di lettura

Il provveditore Filomena Bianco, accompagnata dal dirigente scolastico del Cpia, Massimo Pantiglioni ha fatto visita alla Casa circondariale di via Poma, che ospita diversi studenti adulti iscritti a vari percorsi scolastici.

La delegazione è stata ricevuta dalla direttrice del carcere Metella Romana Pasquini Peruzzi, dalla responsabile dell’area trattamentale Stefania Ianulardo e dal commissario di polizia penitenziaria Rosario Romano, comandante di Reparto.

Bianco ha incontrato gli studenti che stanno scontando una pena detentiva e si è confrontata con loro intervenendo nel corso di una lezione curata dai docenti del Cpia Nicola Guerra e Claudia Bonora. Quindi ha visitato le aule utilizzate per le attività didattiche, soffermandosi sugli spazi dedicati alle lezioni ed ai colloqui, le cui pareti sono decorate da opere pittoriche realizzate dagli stessi detenuti.

Significativo è stato il momento della consegna dei diplomi di scuola secondaria di 1° grado ad alcuni studenti che hanno completato con successo il percorso di studi per il conseguimento della licenza media.

«Sono molto orgogliosa di voi - ha detto Bianco - e vi invito a proseguire i vostri studi con altrettanto impegno e senso di responsabilità. Nella vita capita a tutti di cadere e di sbagliare, l’importante è non abbattersi, non cedere allo sconforto e riprendere subito la giusta via. Non sentitevi mai soli, noi siamo qui con voi e per voi, perché se la scuola è luogo di educazione, la scuola in carcere è luogo di ri-educazione, con la creazione di reti e sinergie educative e lavorative per il vostro re-inserimento nella comunità sociale».

Parole di apprezzamento per il traguardo conseguito sono state rivolte agli studenti anche dalla direttrice della Casa circondariale e da Pantiglioni, il quale ha evidenziato il ruolo formativo svolto dai docenti del Cpia attraverso l’attivazione di diversi percorsi di primo e secondo livello, oltre che di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana svolti per gli adulti, sia dentro che fuori il luogo di detenzione.

«È importante sottolineare, ha ribadito Pantiglioni - il valore formativo della scuola in carcere che si realizza in una relazione educativa tra studenti e docenti e che, nella promozione del singolo, arricchisce, al contempo, l’intero corpo docente. L’istruzione carceraria è parte sostanziale della funzione di recupero che viene attribuita al periodo di detenzione e aiuta e motiva gli studenti nelle scelte e nel percorso di crescita personale».

La visita si è conclusa con i ringraziamenti di Bianco alla direttrice e a tutto il personale della Casa Circondariale per la cordiale accoglienza ricevuta.

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