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Aggressioni, minacce e insulti alla compagna, anche davanti al figlio: 52enne a processo per violenza in famiglia

L’uomo è accusato di continui maltrattamenti e di averla pedinata ossessivamente dopo che se n’era andata di casa

Giancarlo Oliani
Aggiornato alle 1 minuto di lettura

È finito a processo con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. L’uomo, 52 anni, di Volta Mantovana, è comparso giovedì mattina davanti al collegio giudicante presieduto da Gilberto Casari, per rispondere del reato consumato tra l’estate del 2017 e l’ottobre 2020.

Alla base, secondo gli inquirenti, una incontrollabile gelosia nei confronti della compagna dalla quale ha avuto un figlio. L’avrebbe aggredita nel corso di numerosi litigi. Dopo averle controllato il telefonino, convinto che lei avesse un’altra relazione, l’avrebbe presa a calci e pugni, afferrandola per il collo anche in presenza del figlio.

I pesanti insulti con cadenza giornaliera, le minacce di suicidarsi, armato di cacciavite, davanti al figlio. Dopo che la donna, spaventata e sfinita, ha deciso di andare a vivere con il bambino dai genitori si sarebbe presentato più volte tutti i giorni sotto casa sua, per controllarne gli spostamenti.

Dall’agosto al dicembre 2017 le avrebbe mandato quotidianamente 50/60 messaggi con minacce esplicite. Dall’aprile del 2018, sempre secondo l’accusa, l’avrebbe seguita ripetutamente sul posto di lavoro. Nel maggio del 2019 l’avrebbe aggredita davanti ai colleghi. Nel dicembre dello stesso anno, avrebbe tentato di convincerla a vedersi in un luogo appartato.

Sempre secondo l’accusa avrebbe minacciato anche il figlio dicendogli che l’avrebbe pagata per tutti se la madre non gli avesse obbedito. La prossima udienza è stata fissata per il 18 maggio. A prendere le sue difese l’avvocato Paolo Stanghellini.

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