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Flai Cgil e la piaga caporalato: «No al ripristino dei voucher»

Era presente anche una delegazione della Flai Cgil di Mantova martedì a Roma in occasione della presentazione del sesto rapporto dell’Osservatorio Placido Rizzotto “Agromafie e caporalato”

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Era presente anche una delegazione della Flai Cgil di Mantova martedì a Roma in occasione della presentazione del sesto rapporto dell’Osservatorio Placido Rizzotto “Agromafie e caporalato”, che ha tracciato una istantanea dello sfruttamento lavorativo in agricoltura. I numeri nazionali parlano da sé ed evidenziano che il problema dello sfruttamento in questo comparto è ancora molto grave. Lo scorso anno sono stati ben 230mila i lavoratori (55mila donne), per lo più immigrati, occupati irregolarmente in agricoltura. Il lavoro agricolo subordinato non regolare è radicato in Puglia, Sicilia, Campania, Calabria e Lazio con tassi di oltre il 40%, ma anche nel Centro-Nord le percentuali sono tra il 20 e il 30%. Nel comparto agricolo, inoltre, si riscontra la tendenza a generare lavoro povero.

L'associazione Placido Rizzotto e la Flai Cgil, come è emerso nel corso del convegno, stanno allargando le collaborazioni sul rapporto con l’obbiettivo di dare ascolto, risposte e sostegno ai lavoratori e alle lavoratrici, ma il vero obbligo è quello di arrivare a prevenire ed evitare il caporalato e lo sfruttamento.

Certo, ed è emerso in maniera forte, i voucher che il governo Meloni vuole ripristinare, vanno invece nella direzione opposta, cioè quella del lavoro sempre più precario e soprattutto senza regole.

«Chiediamo - dichiara Marco Volta, segretario generale della Flai Cgil di Mantova – la costituzione delle sezioni territoriali della Rete del lavoro agricolo di qualità previste dalla legge contro il caporalato (199/2016) e dalla contrattazione collettiva nazionale e provinciale per gli operai agricoli e florovivaisti».

Ivan Papazzoni, segretario della Flai Cgil di Mantova, sottolinea come «le sezioni territoriali dovranno operare per prevenire forme di caporalato e sfruttamento e valorizzare le aziende virtuose sui territori. Oltre al monitoraggio dell’andamento del mercato del lavoro nel settore agricolo, potranno favorire la creazione di una filiera produttiva virtuosa e orientata a contrastare modelli di sfruttamento dei lavoratori, anche la valutazione di iniziative inerenti il tema della gestione dei flussi di manodopera stagionale, e per l’assistenza dei lavoratori agricoli stranieri».

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